Visualizzazione post con etichetta classifiche. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta classifiche. Mostra tutti i post

martedì 29 dicembre 2015

2015: un anno in parole (parte 1 - dischi, film e serie tv).

Quest'anno la classifica è un riassunto.
Quest'anno la classifica non è musicale, è totale.
Quest'anno, con meno post scritti, la classifica è il racconto di un anno di sensazioni, di ascolti, di posti, di emozioni.



Comincia con la musica, come sempre.
Senza posizioni, come a volte accade.
Sicuro, sicurissimo, il ricordo di due cantautori.
Il primo è una conferma, anzi il capolavoro di una carriera, forse.
Sufjan Stevens firma probabilmente il disco dell'anno, destinato a rimanere per chiunque abbia un cuore.
Non è un disco, è una seduta di psicanalisi con sè stesso, l'accettazione di sè, l'infazia, l'oggi, il domani.
Senza timore di esagerare: tra i capolavori del decennio, perchè ha una sensibilità così rara che si sente in ogni nota.
E se l'americano festeggiava quindici anni di carriera, per Benjamine Clementine era l'esordio.
Nonchè il più grande successo del blog: secondo a parlarne in Italia, prima del disco, tentato pure un contatto per portarlo in Italia prima dell'esplosione.
Siamo arrivati al Mercury Prize ed ai riconoscimenti ovunque.
Perchè in questo caso il disco è magari imperfetto, in qualche caso da smussare. Ma diamine, che intensità. La voce, il grido, il pianoforte e una vita, letteralmente, salvata dalla musica.
Sarà una stella ed è stato bello vederla nascere.
E' sbocciato invece Jamie XX: che fosse un fenomeno era chiaro, che sapesse esserlo da solo una speranza.
Il disco raccoglie vari anni di lavoro e si dimostra in grado di fare tutto: ballare, sognare, cantare.
E' il disco che vorresti che uscisse e  passasse in radio, fatto semplicemente di classe e di una idea di musica precisa quanto riuscita.

Questi, a sensazione i tre migliori.
Note di merito anche per i Tame Impala in grado di indovinare il singolo dell'anno e trasformarsi da band strana a progetto compiuto, pur virando le traiettorie sonore. Fatto sta che lo si ascolta, molto volentieri.
E ancora, gradevolissima l'urgenza di Courtney Bartnett ; ancora un gran bel disco per i Blur ; crescita per gli Alabama Shakes ; forse il migliore disco solista per Glen Hansard.
Tra le canzoni singole: Baio (Vampire Weekend) indovina il pezzo allegro dell'anno  ;  i Modest Mouse quello che inserisci in un rock club a sorpresa ; El Vy la versione live più commovente (che è in pratica il nuovo miglior brano dei National), i Chemical Brother con St Vincent insegnano ancora come si fa a ballare .
Collaborazione assurda dell'anno? Bat for Lashes e Toy, e la Khan che diventa una sensualissima sciamana rock.
Ep dell'anno? Forse quel gioiellino di Emmy The Great, che aspettiamo presto, visto che cosa si inventa in un disco che nessuno o quasi ascolterà.

Una nota finale per i concerti, due da segnalare.
Totale, Glen Hansard, all'Antoniano di Bologna: emozioni, lacrime, sorrisi, canti, un concerto con il pubblico e non verso il pubblico: non serve dire altro.
All'opposto, Fka Twigs ad Amsterdam: algida, irrangiungibile, incredibile.



Film e serie tv, poi.
Tra i film, pur avendo molto da vedere, le idee sono chiare.
Primo, totalizzante: Birdman. Il cinema in senso stretto, in viaggio in piano sequenza che è film, teatro e meta narrazione di entrambi.
Per il resto: ipnotico Whiplash, non perfetto ma si fissa in mente, bentornata Pixar con Inside Out, una gioia per la mente, un atto d'amore Il Risveglio della Forza, si, proprio quel Guerre Stellari.
Molti altri i film belli, questi probabilmente quelli da ricordare.

In televisione, poi le cose continuano ad andare benissimo.
Conferme: Shameless che è semplicemente divino, tra sorrisi e lacrime, The Affair che porta a casa una seconda stagione intensissima e ti chiedi come faccia, visto che è (quasi) solo la storia di una tresca.
E le nuove: DareDevil e Jessica Jones sono due produzioni Netflix che insegnano al mondo come si può narrare la storia di un supereroe. Vince di pochissimo la prima, per l'incredibile performance di Vincent D'Onofrio: mai visto un cattivo così terribile, così umano, così.
E poi, perchè no, quel controverso Sense 8. Molti non l'hanno apprezzato, ma è stato originale ed affascinante: bene, fratelli Wachowsk.







giovedì 1 gennaio 2015

[Classifiche] I Migliori Brani del 2014

Quindici brano quest'anno, ad ampliare un pò il discorso album, premiando dunque le singole intuizioni migliori.
Nessun ordine particolare, s'intende.


  1. The Notwist - Kong
  2. Brunori Sas - Kurt Cobain
  3. Keep In The Dark - The Temples
  4. Sohn - Lessons
  5. Gold - Chet Faker
  6. Benjamine Clementine - Cornerstone
  7. Le Luci Della Centrale Elettrica - Le Ragazze Stanno bene
  8. Alt-J - Hunger Of The Pine
  9. Perfume Genius - Queen
  10. The War On Drugs - Red Eyes
  11. Damon Albarn - Mr Tembo 
  12. Interpol - My Desire
  13. Spoon - Rent I Pay
  14. Fka Twigs - Two Weeks
  15. Damien Rice - I Don't Want To Change You

sabato 27 dicembre 2014

[Classifiche] Anno 2014 - I Migliori Album



Un anno complicato, impegnativo, lungo.
Difficile negarlo se il numero di articoli scritti per questo blog è dimezzato rispetto allo scorso anno, ma non si vuole fare nessuna apologia qualunquista facilmente esemplificabile in "ogni anno esce meno buona musica".
Non è assolutamente vero: ogni anno esce tanta buona musica, un concetto da ripetere, urlare, scrivere con inchiostro indelebile in ogni luogo possibile.
Per chi scrive è stato un anno talmente denso di avvenimenti ed impegni che, semplicemente, l'ascolto musicale ha ridotto la sua presenza, si è fatto leggermente in disparte.
E pure, se parliamo (ne parleremo presto) di concerti è stato uno degli anni più interessanti di sempre (non fosse, per dirne una, dell'intero Primavera Sound di Barcellona).
Ma qui si parla di dischi, un'entità sempre più virtuale, un click in streaming su Spotify così come un vinile ricercato.
E quelli che si ricorderanno di quest'anno sono questi.





  1. The War On Drugs - Lost In The Dream
  2. Sohn - Tremors
  3. Le Luci Della Centrale Elettrica - Costellazioni
  4. Damien Rice - My Favourite Faded Fantasy
  5. Chet Faker - Built On Glass
  6. Damon Albarn - Everyday Robots
  7. Fka Twigs - Lp1
  8. Caribou - Our Love
  9. Spoon - They Want My Soul
  10. Brunori Sas - Il Cammino di Santiago in Taxi

mercoledì 1 gennaio 2014

[Classifiche] Anno 2013: I Migliori Concerti

Finiamo dunque di celebrare l'anno (ormai) passato con una classifica dei migliori live visti quest'anno: annata leggermente in tono minore rispetto allo scorso anno (ma non poteva essere altrimenti) e classifica che come tutti gli altri è da ritenersi semplicemente valutativa della performance e non del gruppo stesso: in parole meno auliche, può arrivare in alto pure una band mediocre, se sul palco offre una grande prestazione.



  1. Amanda Palmer @ The Academy, Dublino
  2. Baustelle con Orchestra @ Teatro Comunale Ferrara (sotto le stelle)
  3. Vampire Weekend @ Longitude Festival, Dublino
  4. Local Natives @ Longitude Festival, Dublino
  5. Of Monster And Man @ Estragon (Bologna)
  6. Blur @ Ippodromo Del Galoppo (Milano)
  7. Chromatics @ Bronson (Ravenna)
  8. No Ceremony @ Bastione Santa Croce, Padova
  9. Lighting Dust @ Zuni (Ferrara)
  10. Kodaline @ Longitude Festival, Dublino




sabato 21 dicembre 2013

[Classifiche] Anno 2013: I Migliori Album


Eccoci dunque al primo appuntamento (ce ne saranno altri due) con le classifiche di fine anno.
Partiamo subito con i migliori album: come ogni anno è da premettere che si tratta di una classifica piuttosto variabile (difficile confrontare generi e percorsi diversi) e che tende a premiare i dischi che più sono stati capaci di ascolti e riascolti e di generare l'impressione di dischi da ricordare per la prossima annata.

I Migliori Album del 2013



  1. Arcade Fire - Reflektor
  2. James Blake - Overgrown
  3. Daughter - If You Leave
  4. London Grammar - If You Wait
  5. Vampire Weekend - ModernVampires of The Weekend
  6. Franz Ferdinand - Right Thoughts, Right Words, Right Action
  7. Massimo Volume - Aspettando i Barbari
  8. Baustelle - Fantasma
  9. Kveikur - Sigur Ros
  10. Daft Punk - Random Access Memories
Altri cinque dischi degni di nota:

mercoledì 19 dicembre 2012

Classifica 2012, Atto Primo: Concerti



Iniziamo dunque con le classifiche di fine anno ora che, come dischi e come concerti, pare non ci sia più nulla di particolarmente meritevole ancora da vedere (o ascoltare).
Anche perchè di giorni alla fine dell'anno ne iniziano a mancare veramente pochi.
Come per tutti gli anni, la classifica dei concerti non è legata (strettamente) alla qualità dell'artista quanto alla qualità dell'esibizione e, forse in maniera ancora maggiore a quanto è tanto "speciale" il live.
Per cui, si, per usare nomi casuali, un concerto di Brunori Sas potrebbe essere in posizione più elevata rispetto a quello di Bruce Springsteen, se come qualità live il primo fosse migliore del secondo, pur restando ovvio che la carriera di Bruce resta ovviamente superiore.
Bando alle ciance, via alla classifica, su ogni nomi basta cliccare per leggere il live report.

Classifica de Il Negoziante - I Migliori Concerti

  1. Portishead, Villafranca - Verona
  2. Radiohead (+ Caribou), Arena Parco Nord - Bologna
  3. Edward Sharpe And The Magnetic Zeros, Rocca Brancaleone - Ravenna
  4. Damien Rice, Cavea Nuovo Teatro dell'Opera - Firenze
  5. Bon Iver, Motovelodromo - Ferrara Sotto le Stelle
  6. The XX, Traffic Festival - Torino
  7. The Tallest Man On Earth, Teatro Almagià - Ravenna
  8. James Blake, Conway Hall - Londra
  9. Sigur Ros, Villafranca - Verona
  10. Alt + J, Bronson - Ravenna

Un veloce commento: i primi due concerti spiccano sugli altri, che pure sono stati tutti di livello altissimo, sicuramente il miglior anno di concerti per il sottoscritto. E le posizioni da metà classifica in poi sono praticamente tutte intercambiabili e hanno detto insieme una sola cosa: fossero artisti già affermati o quasi debuttanti, sono state tutte grandissime serate.
E se l'anno scorso Sufjan Stevens aveva scritto la migliore pagina, quest'anno, nonostante la grande concorrenza, i Portishead non potevano non vincere.
Grandissimi.

venerdì 24 agosto 2012

Pitchfork pubblica LA CLASSIFICA


Impossibile non citare questo link.
Perchè se qualunque sito o blog musicale sulla terra vive il suo momento più interessante (o peggiore a seconda dei punti di vista) con la classifica di fine anno, Pitchfork, bibbia musicale americana (e non solo) ha appena pubblicato la classifica definitiva.
Prendendo sè stesso come punto di paragone (temporale) e quindi dal 1996, quando l'allora blog divenne Pitchfork, diventando ben presto, pur con tutte le critiche annesse, il riferimento indipendente musicale d'eccellenza (mantenendo tutt'ora una altissima qualità e quantità di scrittura).
E facendo votare i lettori.
Quasi ventottomila voti, capaci di dare una interessantissima visione d'insieme dei gusti dei lettori, con parecchie statistiche aggiuntive a seguire.
Si scopre così una enorme maggioranza maschile di lettori (88%), una grande devozione ai Radiohead (tre album nei primi sei posti) e poi mille commenti possibili da fare.
Ad esempio una posizione sorprendentemente alta dell'esordio dei Postal Service (posizione 43) una predilizione per le band americane (ci può stare, ma la posizione 59 per Mezzanine dei Massive Attack grida vendetta).
A prendere più voti nelle prime posizioni Radiohead, Arcade Fire, Kanye West, Animal Collective, Modest Mouse, Wilco, Lcd Soundsystem, Flaming Lips, Sufjan Stevens e Bon Iver.
Bellissimo poi vedere le classifiche cambiare per genere, anno di nascita o la classifica di qualità dei vari anni musicali.
Insomma, buon viaggio, se vi piacciono le statistiche.
http://www.pitchfork.com/peopleslist/

sabato 24 dicembre 2011

Chart di Fine Anno - Atto 4 / Zona Italia


Con onestà, non è semplice per me fare una classifica italiana (e non la farò).
Di cose italiane ne ascolto meno, cerco di farlo solo per quelle meritevoli e che possono essere meritevoli per i motivi più diversi: hype, qualità pregresse, innamoramenti con o senza senso.
Quello italiano è un mercato particolare (o forse sembra così perchè ci si vive dentro) fatto di molteplici scene e che, fortunatamente, si sta evolvendo in generi sempre più diversi e con buoni apprezzamenti anche all'estero.
Non funziona però così internamente: fatto salvo casi rarissimi nella penisola si incontrano i gusti del pubblico solo sul cantautorato (o, mi viene da dire, sulla scena elettronica, ma è sempre stato così).
A livello di "mainstream" c'è un disco che credo metta tutti d'accordo: Wow, Verdena. Un disco che sembra intitolato nel modo migliore, un disco doppio, ampissimo, meravigliosamente suonato e pensato: fosse straniero avrebbe dominato parecchie classifiche. Ma il pubblico ha gradito comunque, nulla da dire.
Ancora un pò più mainstream, ormai da classifica ma non di meno qualità, Caparezza conferma le strepitose qualità mentre i Subsonica fanno probabilmente il disco meno ispirato della loro discografia ma sbancano live (e live meritano eccome).
Sui due grandi nomi nuovi dell'anno, un pò di delusione: il disco dei Cani  c'è la validità a livello di testo e di fotografia di una generazione ma c'è anche un disco che traballa un pò in termini di varietà e di suono stesso: mi sbilancio dicendo che non li ricorderemo tra qualche anno.
Forse ricorderemo gli A Classic Education, in giro da tempo e che solo quest'anno hanno prodotto il primo album. Che suona invece bene ma mi ha lasciato un pò freddino. Mi riservo di dare ulteriori ascolti.
Si parlava di cantautorato, ed eccoci al magico Trio.
Le Luci Della Centrale Elettrica dà alle stampe all'ultimo un bell'Ep, lo aspettiamo al varco del (difficile) terzo album: o sarà conferma o caduta, qualcosa mi fa pensare alla prima opzione.
Conferma invece piena per Brunori Sas, che produce un Vol.2 al livello (ottimo) del primo e convince live, e per Dente, ormai sdoganato a pubblici molto più ampi di qualche tempo fa, che non raggiunge le vette di L'amore non è bello ma migliora musicalmente e piace dal vivo, come sempre.
Infine, alcuni spot di nomi che già girano ma in cui credere per il prossimo futuro: Be Forest , Soviet Soviet (piaciuti live di spalla agli Horrors) e il duo italo (per nascita) inglese (per affinità musicale) The Jaqueries e The Hacienda.

lunedì 19 dicembre 2011

Chart di Fine Anno - Atto 3 / I migliori dischi

Dunque, eccoci arrivati.
Sezione stranieri.
Una selezione che voleva essere di dieci dischi ma è diventata di quindici, perchè alcuni spingevano nelle retrovie ed era troppo un dolore doverne escludere qualcuno dalla lettura.
Prime posizioni fisse, più si scende più c'è la variabilità del momento ma ad ogni modo, a mio parere, le uscite di quest'anno importanti sono queste.

 
07 Gil Scott / Jamie XX – We're New Here
08 The Pains of Being Pure At Heart – Belong
09 Radiohead – The King of Limbs (+ i quattro inediti rilasciati nel corso dell'anno)
11 Iron & Wine- Kiss Each Other Clean

giovedì 15 dicembre 2011

Chart di fine anno - Atto 2 / Le Canzoni

Nel cercare di scegliere le migliori canzoni di questa annata, per un momento, ho provato di ragionare su una classifica.
Ho desistito subito. Se può funzionare negli album, in termini di qualità globale, non si può fare con i singoli pezzi, specie considerando le variabilità di generi.
Così, un semplice elenco puramente alfabetico di una playlist ideale di questo 2011.
Ne sono venuti fuori diciotto pezzi, diciamo un buon vecchio cd bello stipato.
Per tutti, video cliccabile per sentire il pezzo.

Il Negoziante - I migliori Brani del 2011



07 Jamie XX - Far Near

martedì 13 dicembre 2011

Chart di Fine Anno - Atto 1 / Concerti

Iniziamo dunque, con le classifiche.
Ci sarà spazio (ora) per i migliori live, poi tra qualche giorno parleremo dei migliori pezzi e infine i migliori dischi italiani e stranieri.
Ben felice di vedere le vostre chart nei commenti!

I migliori live del 2011



03 - Iron & Wine (+ Tift Merritt) @ Lokomotiv

Una menzione giusta, pur essendo fuori dalle tematiche di questo blog, al concerto di Jovanotti, per tutta la parte tecnica, davvero di primissimo livello e assolutamente di caratura internazionale.



venerdì 24 giugno 2011

Bilanci di metà anno


Tracciamo un pò di bilancio di metà anno, ora che inizia l'estate.
Un anno interessante: ottime conferme e ottimi debutti, nella lista segnata sotto c'è ben poco di vecchio e stantio e questo fa piacere essendo l'obiettivo del disco quello di parlare di cose sempre nuove e non soffermarsi solo sulle "vecchie glorie".
Perchè è molto più bello trovare i tesori sconosciuti che passare il tempo a sfogare le proprie frustrazioni gettando pessimi voti ovunque, sport tra i più comuni nelle comunità musicali.
Dunque, cosa consiglierebbe questo negoziante ora che siamo arrivati a circa metà anno?
Ecco i dischi da non perdere...
Sul fronte concerti, invece, c'è molto ancora davanti quindi facile facile
 E così iniziamo ad appoggiare le prime certezze.
Perchè nei forum, sulla maggior parte di questi album si abbatteranno gli insulti: certe cose sopravvalutate, altre inutili, altre ripetitive.
Io invece dico: buone cose.

    Propaganda - Stagione 2, Episodio 3

    La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...