Il negoziante in Scozia Parte 4 (ultima)

Ed eccoci alla fine.
Emmy The Great, Oran Mor.

Emmy The Great, giovane londinese appena giunta al secondo album, ci aspetta questa sera all'Oran Mor di Glasgow, uno dei più importanti locali dela città, sotteraneo di una ex chiesa, rimesso a nuovo con ristorante, bar e luogo dedicato per live.
Saletta da 300 persone, alle nove, dopo un non indimenticabile (ma bravo tecnicamente) gruppo spalla, scende sul palco una timidissima Emmy.

Timida non per la performance ma per la dialettica: voce bassa, richieste zuccherose (come chiedere se qualcuno compie gli anni e cantare gli auguri) tanta felicità nel tornare in quel palco, accompagnata da cinque elementi (tra cui uno spettacolare batterista che fa storia a sè, per espressioni e sorrisi) e un'ora e mezzo di ottimo live, con una scrittura vicina a Feist ma senza mai esagerare con le velocità.
Scrittura folk, che nasce dalla voce e chitarra e qualche ottimo pezzo (sia dal primo album che dal appena uscito Virtue).
Riusciamo a prendere anche la scaletta.

Ultimi appunti: bisogna andare al Mono, piccolo locale dove si mangia (vegetariano) si trovano dischi usati e nuovi (presi un singolo dei Franz Ferdinand e uno di Badly Drawn Boy a 1 sterlina insieme) e si organizzano piccoli e intimi concerti.

Il report scozzese finisce qui, ora si riparte, prossima tappa la recensione del nuov album dei Kasabian, acquistato proprio a Glasgow nel giorno di uscita...

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