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[Live Report] Radiohead + James Blake + Junun

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Io avevo credo diciotto anni. O diciannove.
Forse il primo è giusto per la data di annuncio, il secondo per la sera stessa.
Ora ne ho trentadue, vivo in un altro posto, ho moglie e figlia.
Però non è cambiato così tanto: sono i Radiohead.
Ognuno di noi ha una o due band che tracciano l'esistenza, con cui sono cresciuti e di cui poi magari diventi meno "ansioso", all'annuncio di un disco o un tour rispetto a qualcos'altro, però poi ci sei.
Ci sei, perchè sono i Radiohead che per una serie di persone sono il simbolo: l'indipendenza, l'emozione, la grinta e la dolcezza, l'aticipità.
Per noi i Radiohead sono i Beatles per chi li ha visti all'epoca, con la consapevolezza che erano i Beatles.
Perchè sappiamo che loro sono grandi, immensi.
Certo, pensare che tanti anni fa la location era la mia Piazza Castello di Ferrara, piccola (e forse mai più piena di così) e ora è un enorme ippodromo, dicono pieno di cinquantamila persone.
Al di là dei numeri, merav…

Cinque su Cinque #5

Quinto appuntamento, per la rubrica di piccole segnalazioni.
Ce ne sarebbero altrettante, quindi vedremo di ripeterci presto.

Sampha - Blood On me


Già produttore per molti nomi noti, Sampha classe 88, decide di entrare in scena con il proprio nome.
Sulla scia, certo, di certo soul moderno, se vogliamo chiamarlo così (da James Blake in giù) ma con un intimismo e sincerità che colpiscono.
Non un disco da grandi platee, ma alcuni punti di luce che meritano la menzione.

Brunori Sas - Lamezia Milano


Diversi artisti italiani hanno dato alle stampe il loro disco in questi mesi.
Molti raccontano l'oggi: Brunori riesce a farlo perfettamente e scrive il suo disco migliore.
Si muove su differenti tonalità, tra ironia e lucida visione ("l'uomo nero").
In Lamezia Milano scrive uno di quei brani che si potrebbero ballare in spiaggia (vabbè) senza accorgersi che l'autore sta descrivendo esattamente tu che balli in spiaggia senza osservare ciò che ti succede intorno.Con il terrore…

Cinque su Cinque #4

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Inizia l'anno nuovo ed ecco che si muovono molti big: l'anno che arriva è pieno di ottimi ritorni e attesi esordi.
Buttiamoci allora in pista, con cinque segnalazioni.

Baustelle - Eurofestival

Il nuovo disco dei Baustelle è una piccola festa pop, che si libera dell'aria orchestrale del precedente (e splendido) Fantasma. Questa volta si torna alla semplice scrittura di brani: non il disco della carriera, ma una qualità semplicemente altissima. Per non rimanere sullo scontato con il singolo Amanda Lear, partiamo da Eurofestival, dove si dice "via / via / portatemi via / dal festival" per un brano che al festival ci starebbe eccome.



London Grammar - Rooting For You

Un altro atteso disco per una band capace di fare tantissimo con un solo disco d'esordio. Questa volta in pratica fa tutto Hannah Reid, che si gioca quattro minuti e mezzo di voce e leggera (poi in aumento nel finale) orchestrazione.
La si ascolta due volte e poi la si ama all'infinito.



Sohn - Rennen

Cinque su Cinque #3

Terzo appuntamento per la piccola playlist di consigli.
In queste settimane c'è parecchio movimento, tra ritorni attesi, ritorni inaspettati e qualche novità.

The XX - Hold On

Obbligata la partenza: il ritorno degli XX era nell'aria, la prima data italiana c'è (Milano, 20 Febbraio) e il primo singolo è arrivato: diviso a metà tra le vecchie atmosfere e quel piglio più catchy dell'esordio solista di Jamie xx.
Un pò più radiofonico del solito, non indimenticabile, ma viene da pensare che sarà uno dei dischi più importanti del prossimo anno.




The Chemical Brothers - C-h-e-m-i-c-a-l

Per ora non è chiaro se sia un singolo lanciato a sè stante oppure l'antipasto di un nuovo disco.
Fatto sta che passano gli anni e i nostri due sono sempre sugli scudi, riescono a mantenere una qualità decente e sfornano un'altro brano mica male: il disco che non si ascolta con il freddo, ma che fa sempre piacere.



Hamilthon Leithauser + Rostam - A 1000 Times

Lui è al secondo disco solista m…

Cinque su Cinque # 2

Secondo appuntamento di questa piccola playlist, che nasce da una semplice idea.
Cinque piccoli consigli, da approfondire per chi lo voglia, su qualcosa di bello che sta uscendo nel mercato discografico.
Novità o ritorni, ma sempre qualcosa di nuovo.
Ecco i consigli del momento.

Dente - Geometria Sentimentale

Ormai Dente non è più nemmeno un caso come era qualche anno fa. E' semplicemente Dente, che scrive un nuovo album, questa volta chiamato "Canzoni a Metà" e che vive forse l'eredità della prima esperienza letteraria (Favole per Bambini Molto Stanchi)un album che viaggia tra tracce classiche e piccoli spot, immagini di 50 secondi o un minuto, suggestioni e idee.
Ne esce un disco veloce, vario e con diverse punte di piacevolissimo ascolto.
Ad esempio questa geometria sentimentale, raccolta di tutti i clichè della vita amorosa e irresistibile nel suo incedere.




Ry x - Shortline

La storia è questa: Ry Cuming è australiano, bello e ama spiagge e surf. E il pop. Così nel …

Cinque su Cinque #1

Giacchè, non si può negarlo, c'è ora un pò meno tempo per scrivere su questo blog (e in parte per ascoltare cose nuove e belle, anche se qualcosa si riesce) proviamo a fare così: pubblichiamo un pò di playlist, qualche pugno di parole, emozioni del momento.
Questa prima playlist è in parte di settembre, quel settembre che con oggi, forse, tante nuvole scure all'orizzonte, annuncia la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.

Michael Kiwanuka - Love And Hate

Al primo giro non mi ero filato troppo questo giovane inglese, classe 87. Invece, spinto da qualche buona recensione ho dato una chance al secondo disco, Love And Hate e dico che è uno dei dischi dell'anno. Qualcosa tra il pop, la musica black, quei dischi degli anni sessanta o settanta, accenni di psichedelia. Metà disco è molto buono, l'altra metà finisce direttamente in quel pugno di canzoni da ricordare ora e subito nelle classifiche di questi anni.


Bon Iver - 10 B D e a t h b R E a s t

Il disco non è …

[Live Report] Mogwai @ Ferrara Sotto le Stelle

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Per chi scrive, arrivare all'ultima data di Ferrara Sotto le Stelle senza averne calcato la piazza è in qualche modo deludente.
Un senso di mancanza, per l'estate che è (e deve essere) stagione piena di concerti e, in misura spesso maggioritaria, basta fare due passi a piedi verso il centro per vedere qualcosa di (spesso) incredibile.
Invece, quest'anno, sfortunate coincidenze lavorative hanno impedito la partecipazione a tre date (AstroFestival, Glen Hansard, Wilco + Kurt Wile) che pure avrebbero visto il loro biglietto ben presente, se possibile.
Fatto sta che il calendario recita "riposo" nell'ultima data, in qualche modo la più particolare: Mogwai play Atomic.
Ovvero, l'intera trasposizione dal vivo dell'ultimo disco-progetto della storica band di Glasgow, che negli ultimi anni ha convogliato gran parte della propria produzione artistica in colonne sonore: da Les Revenant, a The Family (serie tv Abc) a questo Atomic, film di settanta minuti, prod…