[Live Report] Home Festival, Treviso: Giorno 1

Ammissione di colpa: dell'Home Festival non ne avevo mai sentito parlare.


A mia difesa: fino allo scorso anno, fondamentalmente era un festival che, a leggere le lineup, provava ogni anno ad aumentare il proprio pubblico rimanendo in una certa zona di sicurezza.
Se gli headlinear sono, negli anni, Subsonica, Africa Unite, De Gregori, Elio, Crookers, il pubblico a cui ti rivolgi è (paradossalmente) quello meno avvezzo al "festival", quel luogo magico, dove per tre giorni o più, su molteplici palchi, suonano gruppi di ogni genere.
Di quei gruppi che piacciono a chi segue la musica, per intendersi e non quei gruppi, come i nomi segnalati prima, che sono quelli ormai conosciuti da tutto il pubblico trasversalmente, che mediamente non va ai concerti, se non ai quei grandi eventi in cui si sente a suo agio.
Quel pubblico che non fa ricerca, ecco.

Invece quest'anno, sui radar è apparso l'Home Festival: un cast di nomi spesso internazionali, un prezzo di accesso bassissimo (tra i dieci euro del biglietto in maggio ai diciotto-venti in cassa il giorno stesso) e nel caso di cui parliamo, l'accoppiata Interpol + FFS (Franz Ferdinand + Sparks).

E dunque, prima dei live, parliamo di cosa è l'Home Festival: si, è un Festival.
Potenzialmente, osando, potrebbe diventare un vero e proprio festival di riferimento.
Perchè non è un monopalco, anzi, ce ne sono quasi troppi in un posto non enorme, a creare un miscuglio di suoni, nel primo pomeriggio (non mancano i vari dj negli stand) eterogeneo e piacevole.
Un palco principale, due tendoni di media capienza, un paio di altri piccoli stage, mercatini, aree dove si mangia e beve, presentazioni letterarie, una mini area luna park "per adulti": insomma, un sincero complimento perchè questa è la concezione moderna di festival musicale e se si dovesse riuscire, nei prossimi anni a cambiare qualche nome dei giorni successivi (Fedez, J-Ax, Simple Plan, Punkreas....) con qualcosa di più attinente al classico programma degli appuntamenti stranieri, beh... potrebbe diventare un piccolo vanto.

Ma nel giorno uno, bisogna dirlo, la carne al fuoco c'è tutta: Interpol, Franz Ferdinand, Dente, Lo Stato Sociale, Bologna Violenta, M+A, Aucan, Populous e molti altri dividono fondamentalmente l'area con lo stage centrale con il rock, il tendone in fondo con l'elettronica e quello opposto con il cantautorato: tutto bene, tutto giusto.


L'esordio è con i brani finali di Davide Vettori (6,5), trevigiano, che con una buona carica racconta il suo cantautorato su decise basi elettroniche (a tratti, almeno in quel momento, ricordando qualcosa dei primi Subsonica).
Non male, così come, pur già rivisto e stravisto è l'amico Dente (7,5) che in questo momento sta portando in tour "Favore per bambini molto stanchi" , prima uscita letteraria, e che comunque regala la consueta oretta che non può non piacere, in versione solista, con quel mai noioso non prendersi sul serio e dialogare con il pubblico che, una volta di più, regala soddisfazioni.

Ci si porta dunque sul palco principale, per gli Interpol (8) che sul palco confermano quello che era parso su disco: sono tornati. Eliminato il quarto, omonimo disco, di nuovo in grado di scrivere buonissimi brani, onesti nel proporre, per gran parte della scaletta brani da Turn Off The Lights e Antics, fanno quello che hanno sempre fatto: suonano.

Parlano poco, si muovono poco, vestiti di nero. Ma la forza dei brani vale da sola il prezzo del biglietto. E quindi bentornati, davvero.
E' il momento di mangiare qualcosa (nota: stand vegano, sei una bellissima idea, ma dovresti comprendere che in un festival i minuti sono contati, quindi o sei veloce o nessuno rimane lì per 30 o 40 minuti in attesa di un piatto) ma riusciamo a sentire per qualche minuto un gruppo italiano di cui si è parlato molto, ma per ora mai incrociato dal vivo: M+A (7,5). 

Il voto è un merito all'ottima impressione: incrociati tra l'altro su uno dei pezzi più belli (Down The West Side), il duo originario di Forli si dimostra capace di coinvolgere tutti e far ballare con il piglio straniero già ben riconosciuto in questi anni.
Siamo verso la fine della serata e mancano quelli che danno l'impressione di essere i veri e propri headliner: FFS (7,5). 
Il progetto che unisce i Franz Ferdinand con la storica band degli Sparks ha ottenuto buoni consensi e funziona anche dal vivo.


Tutti i componenti chiariscono a voce e sul palco che è una vera e propria terza band a suonare: c'è spazio per qualche brano degli uni e degli altri e in gran parte per il disco assieme.
Ne esce fuori un live coinvolgente, su buoni ritmo, ovviamente meno scatenato di quando c'è la band scozzese da sola, ma che non manca di farsi piacere.
Ammirevoli poi gli Sparks, di cui non è dato sapere l'età, ma se sono in giro dagli anni settanta....

Un bilancio? Promossi tutti, dunque e pure l'Home Festival, che nei giorni successivi ha registrato numeri di pubblico anche maggiori.
Il consiglio è di provarci, a spostare ancora un pò di più l'asticella verso i grande festival europei, sia in termini quantitativi che, inevitabilmente in quelli qualitativi: la strada è quella giusta.








Commenti

Post popolari in questo blog

I Cani

[Live Report] Le Luci Della Centrale Elettrica + Colombre @ Ferrara Sotto le Stelle

[Live Report] Radiohead + James Blake + Junun