[Ascolti] Beirut - No No No


Si, in fondo è giusto premetterlo, perchè lo hanno già detto tutti: No no no è un disco riuscito a metà.
O più semplicemente, a volte poco ispirato.
Probabilmente perchè sofferto.
Dichiaramente: il periodo successivo al (buon) The Rip Tide è stato durissimo per Zach Condon, esaurito e di fronte al divorzio, magari addirittura con un collegamento tra i due eventi.
E sono passati quattro anni prima che il quasi trentenne originario del New Mexico si facesse sentire, con nove canzoni, per una mezzoretta di musica.

Però, d'altro canto, nei momenti migliori è sempre una piccola gioia sentire quel pop sbilenco, dall'accento nomade di cui Beirut è capace di essere esponente in grado di piacere ad un vasto pubblico.
Così, nel consapevole singolo che dà il titolo al disco (che potrebbe provenire da un disco del passato, senza problemi), nel soffice brio di Perth, nell'iniziale Gibiltair, si ritrova tutta quella magia, pur senza picchi degni di nota.
Certo, il calo è vistoso, in particolare nella seconda parte di disco.
Ma l'idea è questa, caro Zach: hai sofferto tanto e probabilmente pianto mille lacrime per partorire questo disco, essenzialmente per dire a te stesso "io ci sono ancora".
Ti aspettiamo, la prossima volta, per essere nuovamente trascinati da te.



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