[Ascolti] Sexwitch - Sexwitch


Un disco senza pretese. Senza futuro. Senza passato, quasi un'istantanea di un pomeriggio in studio.
L'incontro tra i Toy e Natasha Khan, ben conosciuta come Bat For Lashes.
Il rock da una parte, la dolcezza pop dall'altra.
Nel loro stringersi la mano, per qualche istante, esce la creatura Sexwitch.
Che è una gustosissima mezzoretta di tribalismi.
E che merita un ascolto.

Ecco: è questo Sexwitch.
Un disco che non ha nessuna pretesa se non di divertire chi l'ha scritto e per riflesso chi ascolta, coinvolto per buona parte del disco in una serie di allucinate cover di pezzi di qualche decennio fa sospesi tra oriente ed Africa.
Lei, Natasha, diventa presenza sciamanica, urla, geme, accompagna, diventa acida, protagonista di lente performance sensuali e disturbanti.
Loro, i Toy, si spogliano delle strutture musicali e gli corrono dietro, batterie impetuose, bassi e chitarre alienanti, padroni della tecnica.
Un disco che funziona soprattutto (sono quattro su sei) nei momenti dove la velocità è più elevata: Kassidat El Hakka è il diamante da sparare a tutto volume in un club dove l'ora è tarda, l'alcolemia elevata e le luci bassissime.
Insomma il messaggio è chiaro: Sexwitch è un progetto assurdo, a volte a fuoco, leggermente a disagio nei momenti più lenti, assolutamente esperienziale in cuffia o ad alto volume.
Che si merita un ascolto.

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