Quinto appuntamento, per la rubrica di piccole segnalazioni.
Ce ne sarebbero altrettante, quindi vedremo di ripeterci presto.
Sampha - Blood On me
Già produttore per molti nomi noti, Sampha classe 88, decide di entrare in scena con il proprio nome.
Sulla scia, certo, di certo soul moderno, se vogliamo chiamarlo così (da James Blake in giù) ma con un intimismo e sincerità che colpiscono.
Non un disco da grandi platee, ma alcuni punti di luce che meritano la menzione.
Brunori Sas - Lamezia Milano
Diversi artisti italiani hanno dato alle stampe il loro disco in questi mesi.
Molti raccontano l'oggi: Brunori riesce a farlo perfettamente e scrive il suo disco migliore.
Si muove su differenti tonalità, tra ironia e lucida visione ("l'uomo nero").
In Lamezia Milano scrive uno di quei brani che si potrebbero ballare in spiaggia (vabbè) senza accorgersi che l'autore sta descrivendo esattamente tu che balli in spiaggia senza osservare ciò che ti succede intorno.Con il terrore di una guerra Santa / e l'Occidente chiuso in una banca. / Io me ne vado /in settimana bianca, / bianca. / Con la metropoli che ancora incanta / e la provincia ferma agli anni / ottanta. / L'Italia sventola la bandiera bianca / e canta, e canta.
Le Luci della Centrale Elettrica - Coprifuoco
Vasco Brondi al quarto album azzecca tutto o quasi. Lui che era partito "con un disco dei vent'anni, di Ferrara" scrive ora il disco dei trent'anni, del mondo. Amplia lo spettro sonoro, africa, sud america, europa, oriente, descrive le sensazioni ed i profumi di un mondo oggi.
Un disco che chiama terra, ma si dovrebbe chiamare "muoversi", perchè racconta di migranti, passi, città straniere, movimenti in Italia stessa ("nel profondo veneto").
Il disco migliore e la nuova conferma della capacità, quasi insperata, di andare sempre avanti musicalmente e a livello di testi.
Sinkane - Passenger
In tutta sincerità, Sinkane io lo conosco perchè da qualche parte Lcd Soundsystem, anni ed anni fa, ne consigliò uno dei primi brani (Jeeper Creeper).
L'ho sempre tenuto un pò d'occhio, grazie a quel brano, pur consapevole che per il resto non aveva ancora sfoderato tutto il suo talento.
Eccoci arrivati: Life & Livin It è un gioellino di pop venato di quella Africa (Sudan) dove ha vissuto prima di approdare negli Stati Uniti.
Un disco che sa di già sentito, vero, ma distribuisce una purezza melodica, un senso del ritmo e non sbaglia un colpo.
Diciamolo: per andare al mare, la prossima estate, con il vento sulla faccia, questo è il disco.
Spoon - Do I Have to Talk To You
Bentornati, carissimi. Passati tre anni dal buon disco precedente, ecco Hot Thoughts.
Che non fa nulla di diverso dal continuare a promuovere questa splendida idea di pop-rock music, dalle melodie apparentemente semplici ed invece stratificate, instintive eppure ragionate.
Nulla di nuovo, ma fa sempre piacere.
IL NEGOZIANTE - Consigli non richiesti su tutto che si possa definire interessante in questo mondo
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martedì 21 marzo 2017
venerdì 20 gennaio 2017
Cinque su Cinque #4
Inizia l'anno nuovo ed ecco che si muovono molti big: l'anno che arriva è pieno di ottimi ritorni e attesi esordi.
Buttiamoci allora in pista, con cinque segnalazioni.
Baustelle - Eurofestival
Il nuovo disco dei Baustelle è una piccola festa pop, che si libera dell'aria orchestrale del precedente (e splendido) Fantasma. Questa volta si torna alla semplice scrittura di brani: non il disco della carriera, ma una qualità semplicemente altissima. Per non rimanere sullo scontato con il singolo Amanda Lear, partiamo da Eurofestival, dove si dice "via / via / portatemi via / dal festival" per un brano che al festival ci starebbe eccome.
London Grammar - Rooting For You
Un altro atteso disco per una band capace di fare tantissimo con un solo disco d'esordio. Questa volta in pratica fa tutto Hannah Reid, che si gioca quattro minuti e mezzo di voce e leggera (poi in aumento nel finale) orchestrazione.
La si ascolta due volte e poi la si ama all'infinito.
Sohn - Rennen
Sembra che Sohn sia riuscito a fare il secondo disco al livello del primo. Non è poco, visto che a parere di chi scrive l'esordio era uno di quelli da ricordare di questi anni.
Se pure è vero che si sconta il normale effetto ripetizione ci sono almeno metà dei brani in cui la classe esplode.
Al momento la sensazione è che Rennen sia uno di questo, un quasi auto-duetto intimo quanto emozionante.
Una menzione anche per il colpo di coda del disco, Harbour, che pare destinata alla consueta, lenta conclusione di molti dischi e poi esplode in una delle melodie sintetiche più belle degli ultimi anni.
The Shins - Name For You
Cinque album (con questo) in venti anni quasi di carriera, per la band di James Mercer.
Che sono di quelle a cui si pensa poco, che non riempono le platee.
Ma di cui poi ascolti con maggiore felicità i dischi.
E anche stavolta piazzano il primo brano, Name For You, che non è mica poi una rivoluzione.
Però che bello.
Gorillaz Feat Benjamine Clementine - Hallelujah Money
L'anticipo di un atteso ritorno: un nuovo disco per i Gorillaz, che presentano per ora un primo singolo particolare, una ballatona lenta che sa di duetto tra il nostro amatissimo Benjamin Clementine e il buon vecchio Damon. Un brano con il sapore di un vecchio classico, diverso dal suono di pop moderno a cui la band ci aveva abituati. In attesa!
Buttiamoci allora in pista, con cinque segnalazioni.
Baustelle - Eurofestival
Il nuovo disco dei Baustelle è una piccola festa pop, che si libera dell'aria orchestrale del precedente (e splendido) Fantasma. Questa volta si torna alla semplice scrittura di brani: non il disco della carriera, ma una qualità semplicemente altissima. Per non rimanere sullo scontato con il singolo Amanda Lear, partiamo da Eurofestival, dove si dice "via / via / portatemi via / dal festival" per un brano che al festival ci starebbe eccome.
London Grammar - Rooting For You
Un altro atteso disco per una band capace di fare tantissimo con un solo disco d'esordio. Questa volta in pratica fa tutto Hannah Reid, che si gioca quattro minuti e mezzo di voce e leggera (poi in aumento nel finale) orchestrazione.
La si ascolta due volte e poi la si ama all'infinito.
Sohn - Rennen
Sembra che Sohn sia riuscito a fare il secondo disco al livello del primo. Non è poco, visto che a parere di chi scrive l'esordio era uno di quelli da ricordare di questi anni.
Se pure è vero che si sconta il normale effetto ripetizione ci sono almeno metà dei brani in cui la classe esplode.
Al momento la sensazione è che Rennen sia uno di questo, un quasi auto-duetto intimo quanto emozionante.
Una menzione anche per il colpo di coda del disco, Harbour, che pare destinata alla consueta, lenta conclusione di molti dischi e poi esplode in una delle melodie sintetiche più belle degli ultimi anni.
The Shins - Name For You
Cinque album (con questo) in venti anni quasi di carriera, per la band di James Mercer.
Che sono di quelle a cui si pensa poco, che non riempono le platee.
Ma di cui poi ascolti con maggiore felicità i dischi.
E anche stavolta piazzano il primo brano, Name For You, che non è mica poi una rivoluzione.
Però che bello.
Gorillaz Feat Benjamine Clementine - Hallelujah Money
L'anticipo di un atteso ritorno: un nuovo disco per i Gorillaz, che presentano per ora un primo singolo particolare, una ballatona lenta che sa di duetto tra il nostro amatissimo Benjamin Clementine e il buon vecchio Damon. Un brano con il sapore di un vecchio classico, diverso dal suono di pop moderno a cui la band ci aveva abituati. In attesa!
giovedì 24 novembre 2016
Cinque su Cinque #3
Terzo appuntamento per la piccola playlist di consigli.
In queste settimane c'è parecchio movimento, tra ritorni attesi, ritorni inaspettati e qualche novità.
The XX - Hold On
Obbligata la partenza: il ritorno degli XX era nell'aria, la prima data italiana c'è (Milano, 20 Febbraio) e il primo singolo è arrivato: diviso a metà tra le vecchie atmosfere e quel piglio più catchy dell'esordio solista di Jamie xx.
Un pò più radiofonico del solito, non indimenticabile, ma viene da pensare che sarà uno dei dischi più importanti del prossimo anno.
The Chemical Brothers - C-h-e-m-i-c-a-l
Per ora non è chiaro se sia un singolo lanciato a sè stante oppure l'antipasto di un nuovo disco.
Fatto sta che passano gli anni e i nostri due sono sempre sugli scudi, riescono a mantenere una qualità decente e sfornano un'altro brano mica male: il disco che non si ascolta con il freddo, ma che fa sempre piacere.
Hamilthon Leithauser + Rostam - A 1000 Times
Lui è al secondo disco solista ma è la voce dei Walkman (tornerete?); lui è uno dei Vampire Weekend, che ha attualmente lasciato, pur con la probabilità di collaborare ancora in futuro.
Insieme fanno un disco che scava nella tradizione americana, suona come qualcosa degli anni cinquanta, ricorda quelle piste da ballo, i crooner, i dischi fatti per divertire e sognare.
Magari alla lunga stanca, ma qualche brano è un autentico piacere.
Soulwax - Transient Programs for Drums And Machine
Dopo la fase Soulwax, dopo i mille (incredibili) remix, dopo gli anni dei 2 Many dj's, ecco che pare si torni agli albori: la miscela elettro rock dei Soulwax che tra fine anni novanta e inizio anni duemila si era fatta piacere parecchio.
In attesa del disco completo, ecco la prima lunga traccia uscita dai fratelli belgi: echi pesantidi Kraftwerk per ottime aspettative.
Still Corners - Lost Boys
Del duo inglese in effetti, come scriveva qualcuno, se ne curano in pochi.
Un vero peccato, visto che è un raro caso di gruppo in costante crescendo: anche il terzo album si conferma in crescita, maturando il suono già sentito, un pop sognante ed elettronico, ottimamente cantato dalla sempre brava Tessa Murphy.
Non è che ci sia troppo da dire: è quel genere, sono quelle atmosfere.
Ma sono fatte maledettamente bene.
In attesa anche di un live in Italia, visto il salto avvenuto con lo scorso album.
In queste settimane c'è parecchio movimento, tra ritorni attesi, ritorni inaspettati e qualche novità.
The XX - Hold On
Obbligata la partenza: il ritorno degli XX era nell'aria, la prima data italiana c'è (Milano, 20 Febbraio) e il primo singolo è arrivato: diviso a metà tra le vecchie atmosfere e quel piglio più catchy dell'esordio solista di Jamie xx.
Un pò più radiofonico del solito, non indimenticabile, ma viene da pensare che sarà uno dei dischi più importanti del prossimo anno.
The Chemical Brothers - C-h-e-m-i-c-a-l
Per ora non è chiaro se sia un singolo lanciato a sè stante oppure l'antipasto di un nuovo disco.
Fatto sta che passano gli anni e i nostri due sono sempre sugli scudi, riescono a mantenere una qualità decente e sfornano un'altro brano mica male: il disco che non si ascolta con il freddo, ma che fa sempre piacere.
Hamilthon Leithauser + Rostam - A 1000 Times
Lui è al secondo disco solista ma è la voce dei Walkman (tornerete?); lui è uno dei Vampire Weekend, che ha attualmente lasciato, pur con la probabilità di collaborare ancora in futuro.
Insieme fanno un disco che scava nella tradizione americana, suona come qualcosa degli anni cinquanta, ricorda quelle piste da ballo, i crooner, i dischi fatti per divertire e sognare.
Magari alla lunga stanca, ma qualche brano è un autentico piacere.
Soulwax - Transient Programs for Drums And Machine
Dopo la fase Soulwax, dopo i mille (incredibili) remix, dopo gli anni dei 2 Many dj's, ecco che pare si torni agli albori: la miscela elettro rock dei Soulwax che tra fine anni novanta e inizio anni duemila si era fatta piacere parecchio.
In attesa del disco completo, ecco la prima lunga traccia uscita dai fratelli belgi: echi pesantidi Kraftwerk per ottime aspettative.
Still Corners - Lost Boys
Del duo inglese in effetti, come scriveva qualcuno, se ne curano in pochi.
Un vero peccato, visto che è un raro caso di gruppo in costante crescendo: anche il terzo album si conferma in crescita, maturando il suono già sentito, un pop sognante ed elettronico, ottimamente cantato dalla sempre brava Tessa Murphy.
Non è che ci sia troppo da dire: è quel genere, sono quelle atmosfere.
Ma sono fatte maledettamente bene.
In attesa anche di un live in Italia, visto il salto avvenuto con lo scorso album.
venerdì 21 ottobre 2016
Cinque su Cinque # 2
Secondo appuntamento di questa piccola playlist, che nasce da una semplice idea.
Cinque piccoli consigli, da approfondire per chi lo voglia, su qualcosa di bello che sta uscendo nel mercato discografico.
Novità o ritorni, ma sempre qualcosa di nuovo.
Ecco i consigli del momento.
Dente - Geometria Sentimentale
Ormai Dente non è più nemmeno un caso come era qualche anno fa. E' semplicemente Dente, che scrive un nuovo album, questa volta chiamato "Canzoni a Metà" e che vive forse l'eredità della prima esperienza letteraria (Favole per Bambini Molto Stanchi)un album che viaggia tra tracce classiche e piccoli spot, immagini di 50 secondi o un minuto, suggestioni e idee.
Ne esce un disco veloce, vario e con diverse punte di piacevolissimo ascolto.
Ad esempio questa geometria sentimentale, raccolta di tutti i clichè della vita amorosa e irresistibile nel suo incedere.
Ry x - Shortline
La storia è questa: Ry Cuming è australiano, bello e ama spiagge e surf. E il pop. Così nel 2012 esce a proprio nome, gira in tour con i Maroon Five, insomma segue un percorso fatto di sole e scarsa introspezione. Cosa sia successo per arrivare al 2016 non è del tutto dato saperlo.
Ora però esce a nome Ry x, lascia in eredità un densissimo album fatto di una voce delicata, leggeri battiti in stile xx in sottofondo e picchi emotivi di rara qualità, per un disco che rimane veramente nel cuore ascolto dopo ascolto.
E' bene dargli un ascolto.
Conor Oberst - Tachycardia
Conor Oberst non è più Bright Eyes e questo ce lo dice lui, nel nome.
Posto che i fasti di quel passato, dei meravigliosi brani e concerti di una anomalia passata un pò troppo inosservata (non qui, dove a Ferrara Sotto le Stelle è passato per due volte) ora prosegue una più che dignitosa carriera e questa volta si dedica all'essenzialità (che fa sorridere, ricordando certi dischi) di Ruminations, scritto in un paio di giorni e di anima folk, voce, piano e poco più.
Non indimenticabile, ma basta il primo pezzo per scaldare il cuore.
Chrysta Bell (&David Lynch) - Somewhere in the Nowhere
Non è famosissima, Chrysta Bell, eppure è la musa di David Lynch, mica qualcosa di piccolo.
Ottima già la loro collaborazione di qualche anno fa (This Train) ed ecco ora un ep anticipatorio di cinque tracce che mantengono le atmosfere sensuali e soffuse del precedente disco.
Le orecchie ringraziano.
Daughter - The End
Insomma, cari Daughter: non contenti di un secondo disco che ha spopolato, di essere uno dei pochi gruppi di questi ultimi anni ad essere riusciti ad intercettare un pubblico più trasversale del solito; di essere apprezzati dal vivo e di avere un seguito maggiore di quello che si potrebbe pensare per una band dal suono in fondo intimista e delicato, non certo da rock da stadio.
Non contenti di questo, pubblicate così, senza se e senza ma, The End, a chiusura del momento, un lato b.
Che è migliore di tanti lati a di altri gruppi. Ma non siete mai contenti?
Cinque piccoli consigli, da approfondire per chi lo voglia, su qualcosa di bello che sta uscendo nel mercato discografico.
Novità o ritorni, ma sempre qualcosa di nuovo.
Ecco i consigli del momento.
Dente - Geometria Sentimentale
Ormai Dente non è più nemmeno un caso come era qualche anno fa. E' semplicemente Dente, che scrive un nuovo album, questa volta chiamato "Canzoni a Metà" e che vive forse l'eredità della prima esperienza letteraria (Favole per Bambini Molto Stanchi)un album che viaggia tra tracce classiche e piccoli spot, immagini di 50 secondi o un minuto, suggestioni e idee.
Ne esce un disco veloce, vario e con diverse punte di piacevolissimo ascolto.
Ad esempio questa geometria sentimentale, raccolta di tutti i clichè della vita amorosa e irresistibile nel suo incedere.
Ry x - Shortline
La storia è questa: Ry Cuming è australiano, bello e ama spiagge e surf. E il pop. Così nel 2012 esce a proprio nome, gira in tour con i Maroon Five, insomma segue un percorso fatto di sole e scarsa introspezione. Cosa sia successo per arrivare al 2016 non è del tutto dato saperlo.
Ora però esce a nome Ry x, lascia in eredità un densissimo album fatto di una voce delicata, leggeri battiti in stile xx in sottofondo e picchi emotivi di rara qualità, per un disco che rimane veramente nel cuore ascolto dopo ascolto.
E' bene dargli un ascolto.
Conor Oberst - Tachycardia
Conor Oberst non è più Bright Eyes e questo ce lo dice lui, nel nome.
Posto che i fasti di quel passato, dei meravigliosi brani e concerti di una anomalia passata un pò troppo inosservata (non qui, dove a Ferrara Sotto le Stelle è passato per due volte) ora prosegue una più che dignitosa carriera e questa volta si dedica all'essenzialità (che fa sorridere, ricordando certi dischi) di Ruminations, scritto in un paio di giorni e di anima folk, voce, piano e poco più.
Non indimenticabile, ma basta il primo pezzo per scaldare il cuore.
Chrysta Bell (&David Lynch) - Somewhere in the Nowhere
Non è famosissima, Chrysta Bell, eppure è la musa di David Lynch, mica qualcosa di piccolo.
Ottima già la loro collaborazione di qualche anno fa (This Train) ed ecco ora un ep anticipatorio di cinque tracce che mantengono le atmosfere sensuali e soffuse del precedente disco.
Le orecchie ringraziano.
Daughter - The End
Insomma, cari Daughter: non contenti di un secondo disco che ha spopolato, di essere uno dei pochi gruppi di questi ultimi anni ad essere riusciti ad intercettare un pubblico più trasversale del solito; di essere apprezzati dal vivo e di avere un seguito maggiore di quello che si potrebbe pensare per una band dal suono in fondo intimista e delicato, non certo da rock da stadio.
Non contenti di questo, pubblicate così, senza se e senza ma, The End, a chiusura del momento, un lato b.
Che è migliore di tanti lati a di altri gruppi. Ma non siete mai contenti?
giovedì 15 settembre 2016
Cinque su Cinque #1
Giacchè, non si può negarlo, c'è ora un pò meno tempo per scrivere su questo blog (e in parte per ascoltare cose nuove e belle, anche se qualcosa si riesce) proviamo a fare così: pubblichiamo un pò di playlist, qualche pugno di parole, emozioni del momento.
Questa prima playlist è in parte di settembre, quel settembre che con oggi, forse, tante nuvole scure all'orizzonte, annuncia la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.
Michael Kiwanuka - Love And Hate
Al primo giro non mi ero filato troppo questo giovane inglese, classe 87. Invece, spinto da qualche buona recensione ho dato una chance al secondo disco, Love And Hate e dico che è uno dei dischi dell'anno. Qualcosa tra il pop, la musica black, quei dischi degli anni sessanta o settanta, accenni di psichedelia. Metà disco è molto buono, l'altra metà finisce direttamente in quel pugno di canzoni da ricordare ora e subito nelle classifiche di questi anni.
Bon Iver - 10 B D e a t h b R E a s t
Il disco non è ancora uscito, anche se diciamo...si può ascoltare. La sensazione è quella di un disco non semplice, non immediato, difficile, stratificato. L'opposto di quel primo, istintivo, semplicissimo album. Qui siamo dalle parti di un immenso lavoro e di una voce spesso nascosta e distorta. Però ascolto dopo ascolto la bilancia sembra pendere dalla sua parte: forse Justin ce l'ha fatta di nuovo.
Okkervil River - Okkervil River R.I.P.
Gli Okkveril River sono uno di quei gruppi che alla fine non trascinano le folle, non fanno gli stadi, rimangono sempre lì, nella loro nicchia. In qualche modo come i Wilco, per dire. Chi li conosce li ama, chi non li conosce li tiene lì in disparte.
Io li conosciuti tanti anni fa. E in fondo basta una bella ballata e la voce di Will Sheff per sentirsi a casa.
Blood Orange - Best To You
Per me il disco dell'estate e tra i migliori dell'anno. Meglio ancora del precedente; aggiunge alla ricetta anche quella sensazione di lotta civile, quei discorsi, quegli incisi, le voci del quartiere, le collaborazioni. Un disco sicuramente persino troppo ampio, ma con lampi enormi nel mezzo. Un piacere da ascoltare.
Chris James - My Home
Una aggiunta last minute. Ieri sera Spotify mi ha detto che Chris James aveva buttato fuori un pezzo. E chi è? Il cantante degli Stateless, una delle gemme più nascoste di questi anni, il primo disco un capolavoro, il secondo mezzo e un generale disinteresse della stampa, a parte qualcosa con i primi singoli.
Ora sta per buttare fuori il primo disco a proprio nome, ancora deve annunciare tutto ma l'augurio è di un ottimo futuro per questa nuova avventura.
Questa prima playlist è in parte di settembre, quel settembre che con oggi, forse, tante nuvole scure all'orizzonte, annuncia la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno.
Michael Kiwanuka - Love And Hate
Al primo giro non mi ero filato troppo questo giovane inglese, classe 87. Invece, spinto da qualche buona recensione ho dato una chance al secondo disco, Love And Hate e dico che è uno dei dischi dell'anno. Qualcosa tra il pop, la musica black, quei dischi degli anni sessanta o settanta, accenni di psichedelia. Metà disco è molto buono, l'altra metà finisce direttamente in quel pugno di canzoni da ricordare ora e subito nelle classifiche di questi anni.
Bon Iver - 10 B D e a t h b R E a s t
Il disco non è ancora uscito, anche se diciamo...si può ascoltare. La sensazione è quella di un disco non semplice, non immediato, difficile, stratificato. L'opposto di quel primo, istintivo, semplicissimo album. Qui siamo dalle parti di un immenso lavoro e di una voce spesso nascosta e distorta. Però ascolto dopo ascolto la bilancia sembra pendere dalla sua parte: forse Justin ce l'ha fatta di nuovo.
Okkervil River - Okkervil River R.I.P.
Gli Okkveril River sono uno di quei gruppi che alla fine non trascinano le folle, non fanno gli stadi, rimangono sempre lì, nella loro nicchia. In qualche modo come i Wilco, per dire. Chi li conosce li ama, chi non li conosce li tiene lì in disparte.
Io li conosciuti tanti anni fa. E in fondo basta una bella ballata e la voce di Will Sheff per sentirsi a casa.
Blood Orange - Best To You
Per me il disco dell'estate e tra i migliori dell'anno. Meglio ancora del precedente; aggiunge alla ricetta anche quella sensazione di lotta civile, quei discorsi, quegli incisi, le voci del quartiere, le collaborazioni. Un disco sicuramente persino troppo ampio, ma con lampi enormi nel mezzo. Un piacere da ascoltare.
Chris James - My Home
Una aggiunta last minute. Ieri sera Spotify mi ha detto che Chris James aveva buttato fuori un pezzo. E chi è? Il cantante degli Stateless, una delle gemme più nascoste di questi anni, il primo disco un capolavoro, il secondo mezzo e un generale disinteresse della stampa, a parte qualcosa con i primi singoli.
Ora sta per buttare fuori il primo disco a proprio nome, ancora deve annunciare tutto ma l'augurio è di un ottimo futuro per questa nuova avventura.
martedì 25 dicembre 2012
Cinque Canzoni di Natale
E' Natale.
Le solite tre canzoni girano per Radio e Tv.
Sempre le stesse.
Così, quest'anno con l'aggiunta di una (deliziosa come sempre) cover degli XX uscita da pochi giorni, ne approfittiamo per una piccola playlist alternativa di Natale.
Che vi porti compagnia in questa giornata...
1. The XX - Last Christmas (Cover)
2. Julian Casablancas - I Wish I Was Christmas Today
3. Heike Has The Giggles - All I Want For Christmas is You
4. Glasvegas - A SnowFlake Fell (And i Felt Like a Kiss)
5. Get Well Soon - Christmas In Adventure Parks
giovedì 30 agosto 2012
Playlist: Luglio / Agosto
Finisce il mese e approfittiamo per fare un punto della situazione, con la consueta playlist.
Che in questo caso mette insieme Luglio ed Agosto, mesi caldi in cui abbiamo recuperato alcuni dischi interessanti dei mesi scorsi e soprattutto iniziamo a guardare il periodo più interessante dell'anno, con parecchie uscite.
Ne esce una playlist molto "ritmica" in varie accezioni e un certo piglio cantautorale in fondo.
Buon ascolto.
Che in questo caso mette insieme Luglio ed Agosto, mesi caldi in cui abbiamo recuperato alcuni dischi interessanti dei mesi scorsi e soprattutto iniziamo a guardare il periodo più interessante dell'anno, con parecchie uscite.
Ne esce una playlist molto "ritmica" in varie accezioni e un certo piglio cantautorale in fondo.
Buon ascolto.
- The XX - Chained
- Yeasayer - Fingers Never Bleed
- Sinkane - Jeeper Creeper
- Of Monster Of Man - Dirty Paws
- Alt + J - Tessellate
- Vaccines - Ghost Town
- Get Well Soon - Roland, I Feel Like You
- Fiona Apple - Every Single Night
- Glen Hansard - Bird Of Sorrow
martedì 1 maggio 2012
La Playlist Del Mese : Vol.4 - Aprile
Ed ecco, nella notte che ci porta da un mese all'altro alla playlist delle cose migliori sentite o di cui abbiamo parlato questo mese, partendo in un crescendo dall'acustico e disteso fino ad aggiugere sempre più chitarre....
Playlist Volume 4 - Aprile 2012
01 - Soap And Skin - Wonder
02 - Soko - I Thought I Was An Alien
03 - Mr Ward - Watch The Show
04 - Soulsavers feat. David Gahan - Longest Day
05 - Reverend And The Makers - Bassline
06 - Afterhours - Padania
07 - Blood Red Shoes - Cold
martedì 3 aprile 2012
Playlist del Mese: Vol.3 - Marzo
Eccoci (con un pelo di ritardo per aver voluto mettere i live report in prima linea) con il bilancio del mese scorso e le migliori / più importanti / particolari tracce uscite il mese scorso.
Nessun criterio particolare, come sempre se non: cose nuove, fresche, interessanti.
01: Sigur Ròs - Ekki Mukk
02: Beck - Looking for a Sign
03: The Shins - The Rifle's Spiral
04: Andrew Bird - Near Deah Experience Experience
05: Fanfarlo - Shiny Things
06: Offlaga Disco Pax - Piccola Storia Ultras
07: Graham Coxon - What'll It Take
08: Hot Chip - Flutes
09: Rufus Wainwright - Out Of The Game
martedì 28 febbraio 2012
Playlist Del Mese - Vol.2: Febbraio
Eccoci agli sgoccioli del mese ed eccoci a fare una piccola playlist delle cose migliori di questo mese.
Di tutti abbiamo già parlato ad eccezione di un pezzo, ma lo faremo presto, forse anche domani.
Buon ascolto!
01 - First Aid Kit - The Lion's Roar
02 - Colapesce - Niente più
03 - Gorillaz, James Murphy, Andre 3000 - DoYaThing
04 - Burial - Kindred
05 - Offlaga Disco Pax - Parlo da Solo
06 - Django Django - Default
07 - Mark Lanegan Band - The Gravedigger's Song
08 - Jack White - Love Interruption
Di tutti abbiamo già parlato ad eccezione di un pezzo, ma lo faremo presto, forse anche domani.
Buon ascolto!
01 - First Aid Kit - The Lion's Roar
02 - Colapesce - Niente più
03 - Gorillaz, James Murphy, Andre 3000 - DoYaThing
04 - Burial - Kindred
05 - Offlaga Disco Pax - Parlo da Solo
06 - Django Django - Default
07 - Mark Lanegan Band - The Gravedigger's Song
08 - Jack White - Love Interruption
lunedì 30 gennaio 2012
Playlist del mese - Volume 1
Nuova rubrica che si affianca a quella dei tour live più interessanti.
Se quella dei concerti viene pubblicata intorno ad inizio mese, questa arriva verso la fine per fare il punto musicale delle cose migliori appena usciti.
Una serie di pezzi che può essere da alcuni a molti, con quello di cui abbiamo parlato e magari qualche riscoperta.
Ovvio dirsi che non ci sarà alcun pacchetto scaricabile ma solo il link a Youtube / Soundcloud, non possiamo legalmente farlo, se poi troverò una maniera di tutelare anche il blog stesso, perchè no.
Detto questo
Gennaio
Se quella dei concerti viene pubblicata intorno ad inizio mese, questa arriva verso la fine per fare il punto musicale delle cose migliori appena usciti.
Una serie di pezzi che può essere da alcuni a molti, con quello di cui abbiamo parlato e magari qualche riscoperta.
Ovvio dirsi che non ci sarà alcun pacchetto scaricabile ma solo il link a Youtube / Soundcloud, non possiamo legalmente farlo, se poi troverò una maniera di tutelare anche il blog stesso, perchè no.
Detto questo
Gennaio
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Propaganda - Stagione 2, Episodio 3
La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...
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La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...
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Poco di meglio, forse, di una donna capace di recitare e cantare. E farlo bene s'intende. Un pò la storia di Charlotte Gainsbourg, q...
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Un post tra il personale e il nemmeno poi tanto. Che in fondo si tratta di lanciare un'idea nel vuoto (nessun diritto d'autore so...

