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domenica 15 gennaio 2012

Lcd Soundsystem: Shut Up And Play The Hits


Se c'è stata una carriera folgorante e quasi perfetta è stata quella di James Murphy.
James Murphy inizia a rilasciare singoli dal 2002 (non singoletti, parliamo di Losing My Edge, Yeah e infine Daft Punk Is Playing At My House),  nel 2003 esce la prima compilation targata Dfa  (da lui fondata) che insieme a quella dell'anno successivo porta in scena una serie di nomi (The Rapture, Black Dice) pronti a conquistare i dancefloor (e non solo) di mezzo mondo ed esplode nel 2005 con il primo album solista (a nome Lcd Soundsystem), un capolavoro di elettronica suonata con strumenti reali, un modo non elegantissimo di dire che riesce a unire perfettamente il popolo rock e quello elettronico.
Nel 2006 crea una traccia passata inizialmente un pò in sordina, chiamata 45:33 e commissionata dalla Nike per lo strumento Nike Plus da unire all'Ipod, brano scritto per accompagnare una corsa di 45 minuti appunto, quasi esclusivamente strumentale e con i semi del secondo album di Lcd Soundsystem,  Sound Of Silver che ne conferma le eccezzionali qualità e contenente All My Friends, punto più alto della produzione di Murphy, in un irresistibile crescendo a partire dalle note di un piano.
E siamo al 2007.
Un tour con gli Arcade Fire (2008) il continuo allargamento della scuderia Dfa Records (che riesce a imporre un suono più che riconoscibile) con nomi quali Factory Floor, Hercules And Love Affair, Holy Ghost, Hot Chip, Shit Robot, Yacht.
Nel 2010 un terzo album, This Is Happening, bello ma non indimenticabile, un tour travolgente (che arriva anche qui a Ferrara, in compagnia dei Chk Chk Chk) e poi l'annuncio: il progetto finisce qui.
Ai primi cenni di stanchezza (fisica e compositiva) e di inizio di una routine meno entusiasmante (il processo disco-tour), James Murphy esce di scena, avendo dato tanto, tantissimo alla musica di questi anni e sapendo gestire il proprio percorso creativo, in un'epoca di reunion nostalgiche e quasi sempre esclusivamente remunerative.
Con un'appendice, organizzata poco dopo l'annuncio dell'addio alle scene; una data, il 2 Aprile 2011, al Madison Square Garden, un concerto di più di tre ore per salutare tutti i fan.
Ora, al di là dell'ovvio Dvd che uscirà dell'evento, ci interessa Shut Up And Play The Hits, documentario che verrà presentato al Sundance Film Festival di quest'anno (uno dei miglior festival cinematografici del globo, per via della grande qualità nel premiare spesso film indipendenti, scomodi e controversi) che ci mostrerà le 48ore che hanno circondato l'evento (ovvero la preparazione e le ore successive) promettendo di mostrarci qualcosa di questa persona molto semplice e onesta che pure ha lasciato, come pochi altri, una traccia importante nello scorso decennio musicale.
Sotto il Trailer.






martedì 26 luglio 2011

Winehouse: solo una volta ne parleremo


Perchè ora si sprecano tutti a parlarne e perchè già da tempo ne parlava soprattutto chi con la musica aveva poco a che fare.
Mondo bastardo, quello dei media e del gossip: porta in alto e ti abbatte sull'onda di mille parole perchè l'importante è che se ne parli.
La morte di Amy Winehouse è di quelle vissute in diretta ma non parliamo delle ultime ore ma di tutto ciò che è successo dopo Back to Black.
Il successo, i Grammy, gli spot televisivi, la droga, la relazione con Pete Doherty, le cliniche di disintossicazione, i tentativi di tornare in scena, le ricadute, gli ecessi.
L'abbiamo vista tutti crollare e molti ne hanno giovato.
A noi non interessa: era un'artista vera.
Spogliamo tutto delle vicende extramusicali e ritroviamo Frank, esordio datato 2003, anni d'oro del ritorno ad una certa estetica soul anni 50, in bella compagnia con le soul session della Joss Stone (poi miseramente crollata) che davano il via a tutta una nuova ondata di ottimi dischi di giovani voci non più lolite pop ma donne e vicine alla tradizione soul nera degli anni 50, della Mototown e affini.
E poi arriviamo al 2006, con Back To Black, disco del successo e della maturità, che rimane l'ultimo disco, splendido e pieno di canzoni perfette, cantate con una voce distante dal corpo esile e inglese della ragazza nonchè prodotto alla perfezione come fosse un disco suonato da un vecchio vinile.
Ora vivremo inediti, live, raccolte, tributi e l'ascesa all'olimpo dei musicisti dannati e talentuosi ma non ci interessa.
Quelle sono parole per chi per vivere deve scrivere e amplificare, contornando di eventi ciò che non lo è.
A noi rimangono due bei dischi e una bella storia e una persona che non ha retto a tutto quel mondo dorato che è lo spettacolo.

Propaganda - Stagione 2, Episodio 3

La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...