Notizie che sembrano non avere collegamento. E invece..

E invece, in fondo ce l'hanno.
Notizia prima: chiusi i siti Megaupload e Megavideo.

Nel giorno in cui parecchi siti importanti si sono chiusi per 24 ore per scioperare alla proposta di legge nota come SOPA (Stop Online Piracy Act) che potrebbe, se (difficile lo sia) rendere la vita molto più ardua alla pirateria, chiudono anche il sito di streaming video forse più famoso e uno dei più importanti raccoglitori di pacchetti audio/video.
Che, sia ben chiaro, la pirateria è cosa cattiva e sbagliata ma nella legge prevista darebbe troppo potere ha chi già ne ha tanto (approfondire qui se interessa) ma soprattutto è un ennesimo tentativo di dare restrizioni quando, perlomeno in campo musicale è già una battaglia persa.
Artisti importantissimi (e in numero sempre maggiore, ormai la totalità) regalano singoli in anteprima dei nuovi lavori (mp3 direttamente nella posta o solo da scaricare sul sito), spesso su qualche blog viene postato lo streaming completo del disco (che volendo è sempre facilmente scaricabile con programmi poco legali), c'è soundcloud che rende facile e veloce lo streaming e l'integrazione con piattaforme di blog e webzine.
Insomma: l'artista ha già accettato il fatto che il disco fisico non si vende quasi più, fatto salvo per gli appassionati che sono disposti ad acquistarlo (magari al banchetto del concerto) in cd o (sempre più) vinile.
Quindi, a chi giova questo costante tentare di rendere la vita difficile alla diffusione di contenuti musicali, specie quando è ormai dimostrato che da questi veicoli proviene gran parte della pubblicità, tra l'altro mirata e virale tramite piattaforme varie (vedi link via facebook dei contenuti della giornata)?
Quante date sold out avrebbero avuto I Cani senza Internet?
Nell'incertezza e nella speranza (ma forse no) che tante grandi aziende discografiche poco lungimiranti non facciano la fine (fallimento o grossa crisi) di BlockBuster, Kodak o in parte Nokia, passiamo alle belle notizie.
Collegate, si diceva, perchè la dimostrazione che il passaparola, l'apprezzamento e la qualità possono portare al successo è, negli ultimi anni, ben testimoniata dai The National.
Che ci hanno messo quasi 10 anni e 5 album per diventare da sconosciuti a popolarissimi.
Tanto che il buonissimo Alligator è entrato, nelle classifiche di 17 stati, solo in uno in una posizione e non propriamente in alto (n.165) mentre l'ultimo High Violet è entrato tra i primi dieci dischi più venduti in ben 12 di questi 17 paesi.
Avrebbero avuto la stessa possibilità negli anni novanta? Forse no.
Ad ogni modo, la notizia è che i The National sono i prossimi curatori dell'All Tomorrow Parties, date 7-9 dicembre 2012.

Per chi non lo conoscesse, la formula All Tomorrow Parties prevede che si dia ogni anno in mano la gestione della line up musicale ad un gruppo / artista, chiedendogli anche da curare una selezione letteraria e una cinematografica.
Si prende poi un posto (quest'anno è una delle location storiche, a Minehead, non lontano da Bristol, Inghilterra) con una capienza limitata, poche migliaia di persone e ci si faccia un festival.
In questo caso, 5000 circa persone in una specie di villaggio vacanze "requisito" da appassionati musicali per tre giorni, sotto la guida sapiente dei The National, che chiuderanno ovviamente con un loro concerto.
Già confermati per ora in scaletta anche, tra gli altri Owen Pallet, My Brightest Diamond, The Antlers, Tim Hecker.
Verosimilmente chi scrive ci andrà, quindi ne racconterò ampiamente.

Il collegamento sta tutto qui: gli appassionati di musica ci sono, chi è bravo ancora emerge, non è con la chiusura continua che si ottiene niente.
La musica è viva, vivissima.

Commenti

Post popolari in questo blog

I Cani

[Live Report] Le Luci Della Centrale Elettrica + Colombre @ Ferrara Sotto le Stelle

[Live Report] Radiohead + James Blake + Junun