martedì 10 gennaio 2012

Ascolti da Hype: Maria Antonietta


Io, caso raro in "carriera" Maria Antonietta l'avevo già vista, live, senza sapere chi fosse.
Prima di Brunori Sas qualche mese fa.
Non ci avevo dato nemmeno troppo peso, ad essere onesto, per il semplice motivo che il suo live, voce e chitarra, era tanto "esagerato" quanto innocuo. Una voce che sembra volutamente perdersi e stonare (Clap your hands say yeah?) una scrittura estremamente simil-autobiografica, fatta di frammenti, relazioni e cinismo e una chitarra che un secondo sembrava imbeccare un'idea giusta e poco dopo diventata esagerata e sopra le righe.
Insomma, passati tre o quattro mesi tutto pareva possibile tranne che Maria Antonietta (già Marie Antoniette, già negli sciolti Young Wrist) diventasse il nuovo caso di hype italiano nelle settimane di uscita del disco.
Che già, dopo l''exploit dei Cani fa riflettere, per le indubbie affinità: un approccio lo-fi, progetti piuttosto personali, un uso delle parole ad uso e consumo di una generazione twitteriana, veloce, di frammenti immagini e citazioni, facile da ricordare e imparare.
Insomma una sensibilità pop ma non nel senso nobile del termine (nè in quello peggiore) e l'idea che basti poco per fare parlare di sè.
Insomma da Vasco Brondi a Maria Antonietta, da Vasco Brondi che nel demo voce e chitarra tracciava un rabbioso sguardo ad un noi di delusione per ciò che c'è fuori dalla finestra a questo album, dodici tracce che, siamo onesti, è un pò meglio di quello che sembrava dal vivo ma non lascia niente.
Un pò meglio per la presenza di batteria, qualche arco e qualche basso, che ampliano la dimensione punk della proposta della ragazza e che rendono alcuni pezzi sufficienti (Questa è La mia Festa, Saliva, Motel) ma senza diventare memorabili.
In una recensione di un sito che non nomineremo (Rockit) si scrive che [...] una frase come "volevo solo portarti a letto" è una frase normale e genuina che in un'Italia mai così bigotta e maschilista è un bel segno di indipendenza, un segno tanto diretto ed iconico che c’è da esser sicuri arriverà sui diari di un sacco di ragazzini annoiati, insoddisfatti e pieni d’aspettative come lo siamo stati tutti.
Ebbene no, volevo solo portarti a letto non è niente tranne che scontato , con un'immagine cinematografica, letteraria e anche quotidiana di una donna sempre più forte, emancipata, a proprio agio con la sua sensualità. E niente è scontato oggi come essere così egocentrici come scrivere di sè in un brano "e poi tutte le mie canzoni parlano di un solo cazzo di argomento, della mia incapacità di accettare la realtà" in un'epoca dell'Io è molto più coraggioso essere fuori dal tempo come i Poveri Cristi di Brunori Sas.
In definitiva, bocciatura senza esagerare perchè il futuro davanti, chi lo sa, può portare buone cose.
Ma ad ora stiamo solo parlando (troppo) di (quasi) niente.

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