domenica 13 gennaio 2013

Ascolti: Everything Everything - Arc


Frutto, a mio parere, di un discreto abbaglio, gli Everything Everything escono nel 2010 con l'album d'esordio Man Alive.
E' subito clamore, elemento che se non è troppo rilevante in Inghilterra, dove tutto sommato la ricerca della next big thing è all'ordine dell'ordine, ma il clamore si diffonde (moderatamente s'intente) anche in Italia, dove nei forum si parla e apprezza parecchio questo album che in fondo si muove sulle coordinate seguite, anni dopo, anche dagli Alt + J.
Un pop sbilenco, insomma, una vocalità fuori dagli schemi, incroci ritmici arditi che però raramente, secondo il giudizio soggettivo di chi scrive, riusciva davvero a generare qualcosa di interessante.

Arc esce in questi giorni porta la band su territori più normali.
Il che, diciamolo subito, è il meglio e il peggio dell'album.
Un album che inizia benissimo: Cough Cough e Kemosabe sono due ottimi pezzi, il primo in particolare, un divertissement allegro e riuscito che fa la sua ottima figura.
Il resto del disco, però, si arena alla distanza, risultando, si godibile ma anche un pò monocorde.
In particolare nella voce Jonhatan Higgs si muove spesso in territori poco brillanti, specie quando i ritmi si abbassano e cosa resta ad una band che viene acclamata per originalità se si butta in ballate e lenti?
Poco.
E' un pò l'effetto di Choice Mountain, per carità, piacevole, ma non certo indimenticabile.
Anche le parti di batteria e chitarra, a volte, si muovono troppo vicine l'une con le altre pezzo dopo pezzo.
Insomma si è capito: Arc si ascolta bene, ha un paio di acuti interessanti, ma risulta un disco abbastanza dimesso, forse interessante dal vivo, sicuramente (questo susciterà critiche) migliore del primo disco, ma conferma il giudizio ancora incerto su una band si degna di nota e sicuramente alla ricerca di un proprio suono originale ma anche ancora non ha colto nel segno.
Quello che, per dirne una viste le frequenti citazioni, è riuscito agli Alt + J al primo colpo.
Ci rivediamo al terzo giro.


Nessun commento:

Posta un commento

[Live Report] Dear Reader @ Clandestino, Faenza

Il Clandestino, a Faenza, è un posto strano. Da fuori, pare un bar. Un lungo tavolo, sulla sinistra, ne suggerisce chiaramente l'i...