sabato 2 giugno 2012

Ascolti: The Hives - Lex Hives


Prima di tutto, un appunto: me l'ero persa che gli Hives erano Svedesi.
E chi l'avrebbe detto.
Punto numero due: ce li eravamo un pò tutti dimenticati, perchè sono passati ben cinque anni dal precedente The Black And White Album capace di contenere alcuni dei momenti migliori della loro carriera (si perchè nonostante sia abusatissima, sdoganatissima e quant'altro, Tick Tick Boom era una bomba e tale rimane).
Cinque anni dopo il quinto album: cosa sono gli Hives oggi?
La stessa cosa che sono sempre stati.
E ci va benissimo.
In questi giorni un pò pieni di ansia e col quel sottile pensiero in sottofondo che ogni vibrazione sia una nuova, grossa, scossa di terremoto (siamo in quel di Ferrara) un disco così puro, onesto, 12 pezzi, trentuno minuti, quasi nessuna paura (specie a livello ritmico) e garage rock, nient'altro.
I pezzi si succedono, la voce di Howling Pelle Almqvist ci si avventa sopra, le chitarre seguono il tutto, fanno capolino i classici ritornelli corali e la batteria picchia, picchia, picchia.
Un disco a cui manca solo il singolone (poi magari emergerà ma nessuno ci è parso meritevole) ma che non mancherà di infiammare i (famosi) live della band.
Li aspettiamo presto da queste parti.
Non bastasse, il disco intero in streaming.

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