Ascolti: The Tallest Man on Earth - There's No Leaving Now


Carino, piacevole, delicato.
Non è un particolare passo avanti quello che porta Kristian Matsson, svedese, al terzo album in carriera (e autoproclamatosi l'uomo più alto sulla terra).
E' un semplice proseguire il (bel) discorso portato avanti dall'inizio della sua discografia, ovvero un cantautorato fortemente debitore a Bob Dylan e in generale basato su un semplice folk che in linea di massima coinvolge voce e chitarra e qualche strumento accessorio occasionalmente.
E quando si entra in questi campi quello che conta è semplicemente una cosa: la qualità di scrittura musicale.
Matsson non è un fenomeno ma nemmeno uno dei tanti, così ci regala nuovamente dieci brani mediamente buoni e occasionalmente buonissimi, di quelli che se si viaggia col vento in faccia nella natura o meglio ancora, se si è nelle prime ore di un falò in spiaggia, possono regalare bellissimi momenti.
E che le sensazioni siano queste, ce lo conferma pure la copertina.
In particolare There's No Leaving Now, traccia omonima, che si distingue dalle altre per essere voce e piano (ed è davvero bella) e 1904, che ha il sapore del piccolo classico appena lo si ascolta.
E forse ci possiamo mettere pure To Just Grow Away, che sembra provenire da un qualche vinile degli anni sessanta.
Insomma una conferma, se vi piaceva prima continuerà a farlo, se il genere non fa per voi, non chiedetegli molto.
Ma su questi lidi piace.

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