Il ritorno dei Los Campesinos


I Los Campesinos sono forti.
Sono forti e si è parlato di loro un pò troppo.
Ora che l'hype è scemato e fondametalmente il nuovo album passa un pò senza particolari attenzioni (sarà così) possiamo parlarne con piacere.
I Los Campesinos sono un pò  la risposta del Galles agli svedesissimi I'm From Barcelona.
Sono un gruppo corale, che suona con parecchie persone e parecchi strumenti, usa parecchie voci per cori e sovracori e regala atmosfere spensierate, casinare, da birra e amici.
Difficile ripassino in Italia per qualche anno dopo un assurdo tour appena dopo l'album d'esordio in tre posti enormi (ricordo l'Estragon di Bologna) prezzi impopolari (20euro mi pare) e un totale di...100 persone per tutte e tre le date messe insieme?
Probabile.
Ricordo che fui tra quelle, un giovedì sera all'Estragon, con un amico con cui credo di essere uscito solo quella volta che pure ci portava una ragazza (secondo me lui era lì solo per provarci con lei) e per noia, perchè non valevano il prezzo.
Però, detto questo fu un bel concerto.
Tanta, tantissima energia, divertimento, rilassatezza, una bella attitudine a credere in un prodotto impopolare perchè troppo leggero ma non così brillante da trovare troppe hit indimenticabili (solo You!Me!Dancing! e Death To Los Campesinos lo erano).
Ma molto meglio di quei pochi spettatatori e che il gruppo ci credesse era evidente dal secondo album pubblicato pochi mesi dopo e un terzo un annetto dopo.
Poi una giusta e fisiologica pausa.
Ora un album dal titolo strano per loro "Hello Sadness" in uscita a breve e un singolo "By Your Hand" piuttosto piacevole che sentiamo sotto.
Bentornati, c'è solo da volergli bene, senza chissà quale aspettativa.

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