Introducing Jake Bugg


Un ragazzino classe 94 alla conquista delle classifiche inglesi, questa è la storia di Jake Bugg.
Che parte in realtà dall'Inghilterra centrale, contea di Nottingham.
Riesce facile immaginarlo, questo Jake, da più parti definito come ombroso e ben poco sorridente , chiuso nella sua cameretta ad ascoltare vinili dei genitori (si, anche in questo decennio digitale piace immaginare così).
Ascoltare Bob Dylan, ma anche Donovan o Springsteen.
Non molto di nuovo, sarebbe impossibile, lui di indie rock o dubstep se ne interessa poco.
Riesce facile immaginarlo fuori dalle amicizie cool, un ragazzo nato vintage.
Così, con la sua chitarra in mano scrive i suoi pezzi.
E inizia a girare in radio, qualche esibizione in tv, addirittura sul palco nella zona esordienti a Glastonbury.
Ed poi il primo omonimo disco.
Da ascoltare, sicuramente.
Quattordici pezzi per quaranta minuti veloci e ben scritti, la splendida Lightning Bolt in apertura a impostare il discorso ma anche la delicata Contry Song o Two Fingers, uno dei primi singoli usciti nei mesi scorsi a confermarne tutte le qualità.

Il consiglio è di prendere la monetina, metterla nell'immaginario jukebox e lasciarsi affascinare.

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