venerdì 28 settembre 2012

Terzo giro per i Crystal Castles


Due o tre sere fa inizia a girare in rete un nuovo video dei Crystal Castles.
Qualche anno fa, invece, non si parlava che di loro.
Di questa Alice Glass, non ho mai capito se per estetica (ne dubito) o per performance infuocate, fatto sta che l'esordio di questo duo elettronico canadese, era affascinante ma con poca longevità.
Insomma, difficile ascoltare a ripetizione il disco, è inutile negarlo, per quanto vi fossero momenti indubbiamente forti e particolari.
Erano, insomma, candidati, con molta facilità a rientrare nella categoria "secondo disco dimenticabile, al terzo disco dimenticati" che tanto riesce bene in questo mondo dove tutto passa per il tempo di uno streaming.
E io stesso pensavo che la cosa si sarebbe rivelata come predetto.

Poi ci siamo incontrati, io e il video di Plague.
Fa paura.
E' perfetto. E' inquietante e spazza via in un attimo i suoni da Nintendo dell'esordio, quel senso di piccolo gioco in sottofondo diventa senso di angoscia, un pezzo da Pornography se fosse stato pensato nel 2012.
E si, probabilmente è suggestione ma se poi anche Wrath of God, più eterea (ma nemmeno poi tanto) riesce a convincere, allora forse potrebbe anche essere un "ora siamo diventati grandi".




giovedì 27 settembre 2012

Ascolti: The Shoes - Crack My Bones


A parlare di loro, con poche (o pochissime righe) in lingua italiana, sono ben due siti.
Due blog.
Insomma, la ricerca di chi fossero, questi The Shoes, che tanto mi avevano impressionato al DCode Fest di Madrid, non è stata semplicissima.
Viene in aiuto (sempre onore) Pitchfork, che oltre a recensirli con discreta benevolenza, ci racconta di due ragazzi francesi che da tempo lavorano nella cosiddetta "gavetta" con parecchi remix, tra cui quello del nome più quotato è quello dei Late Of The Pier (ve li ricordate?).
Due ragazzi che hanno un nome, Guillame Brière e Benjamin Lebeau.
Che l'anno scorso hanno pubblicato il loro debutto, Crack My Bones.
In che direzione siamo?
Diciamo tra Hot Chip, !!! e Metronomy.
Quello che traspare solo in parte su disco era la grande potenza della parte percussiva live, davvero impressionante.
Invece il disco, dieci tracce per quaranta minuti scarsi di musica, scorre via piacevolmente, se volete un disco poco serio ma con qualche buonissima intuizione.
A partire da Time To Dance, in un'altra epoca (6-7 anni fa) un probabile successone da indie club.
Ma anche People Movin, questa si, potrebbe essere una bside dei Metronomy o l'acidissima Bored, di cui è rimasto qualche ricordo live.
Insomma, per essere onesti questo debutto è un debutto fuori tempo massimo, incrociando rock ed elettronica come si faceva qualche anno fa, ma non possiamo considerarlo un difetto.
Quindi, una sufficienza di stima, specie perchè se poi una Time to Dance si trasforma in una performance così, c'è solo da sperare di capitare una volta di più sotto un loro palco.
E volendo, intanto ci si può ascoltare l'album.




mercoledì 26 settembre 2012

Report Live: Radiohead - Arena Parco Nord, Bologna


I Radiohead sono per me (e per molti altri) IL gruppo.
Che poi ci si sia appassionati ad altri, si ascoltino mille dischi e si giri l'Italia o l'Europa per vedere concerti, nulla toglie che loro, anche al di là di un ultimo disco, The Kings Of Limbs che è il primo solo buono e non memorabile della loro carriera, rimangano quelli che ti fanno palpitare il cuore in maniera diversa.
Perchè in fondo la band di Oxford è un pò una di quelle storie magiche di un primo amore che non ti ha deluso, come una di quelle coppie che si fidanzano a quindici anni e a settanta ancora si stringono la mano per strada.
Una carriera ormai ventennale senza passi falsi, con molte deviazioni di territorio, sapendo far parlare di sè per la musica e non per gossip o altro, un invidiabile percorso artistico che si incrocia con chi scrive per la terza volta, ad una decina di anni di distanza dalla prima volta.
Allora, a Ferrara, avevo giusti diciotto anni, in quella tipica fase in cui "gli altri sono diversi da me, io invece ascolto i Radiohead anche se non mi capisce nessuno".
Oggi ne ho ventisette e se l'altra volta volta ero arrivato alle nove e mezza del mattino, questa volta (potere della maturità) sono riuscito ad arrivare nel primo pomeriggio.

Giornata calda, a Bologna.
I biglietti presi su W.A.S.T.E. garantiscono (e chi lo sapeva?) un ingresso separato e prioritario insieme a quelli che sono lì dal mattino.
Una piccola corsa di quelle gioiose, serene, per una bella posizione poco sotto al palco e poi una attesa tra chiacchere e letture ci porta dritti alle otto passate, quando arriva sul palco Caribou.
Su cui spendiamo poche righe: un live breve, quattro elementi e alcuni suoni campionati per un live che non mi ha convinto troppo.

Al di là che la presa sul pubblico è buona, specie quando parte la cassa in maniera decisa (funziona sempre) ci sembra che i lampi sentiti su disco (meno di quelli amati da molta stampa però) arrivino poco e non vi sia nulla di indimenticabile in questa mezzora.
Peccato.

E siamo alle 21.30, praticamente puntuali, salgono i cinque Radiohead, con quest'anno in aggiunta nientemeno che Clive Deamer (batterista dei Portishead).
Partenza energica: Lotus Flower - Bloom - 15 Steps sono un ottimo inizio ed è bellissima la scenografia, piena di luci e con dieci schermi fluttuanti pronti a disporsi in posizioni sempre diverse e a illuminare la scena.
Con Bloom, poi, si conferma l'impressione letta quà e là: i brani di The King of Limbs, a parte forse Little By Little, suonano parecchio meglio dal vivo, arricchiti e potenziati.
Vedi anche Morning Mr Magpie, potente ed emozionante.

Ma ad essere onesti, siamo ancora in fase di rodaggio, c'è ancora troppo cantare isterico nelle file dietro di noi.
A mio parere, cambia tutto da Pyramid Song in poi.
Esatto, Pyramid Song, suonata raramente nei tour e invece eccola qui, traccia numero dieci, in tutta la sua bellezza inarrivabile e che fa parte di una tripletta indimenticabile: Pyramid Song - You And Whose Army? - I Might Be Wrong, direttamente da Amnesiac, disco strepitoso e consumato all'epoca.
Dobbiamo ancora riprenderci che si arriva direttamente (dopo una Planet Telex d'annata) ad un'altra tripletta Feral-Little By Little e soprattutto Idioteque che se non ha più la novità dalla sua, si conferma brano cardine del live Radiohead.

Prima pausa: possibile che stiano suonando da quasi un'ora e mezza? Sembrano dieci minuti.
Si diceva di salti di qualità e il primo Encore ne fa un'altro.
Cinque brani: Give Up The Ghost e Exit Music non fanno volare mezza mosca in un'arena con ventimila persona (grazie Thom) The Daily Mail - Myxomatosis - Paranoid Android animano invece ogni persona presente.
E infine l'ultimo passo di qualità.
Perchè House Of Cards, Reckoner e una chiusura con una True Love Waits, b-side d'annata che introduce Everything in it's Right Place a degna chiusura di un grandissimo concerto.

Un concerto, giusto dirlo ora, che ha goduto di una straordinaria serenità della band, divertita e giocosa con un Thom sempre più, mai come ora, istrione, ballerino, uomo maturo divertito e consapevole del suo ruolo.
Insomma, concertone, conferme in piena regola per una band che è ancora sulla vetta, non si sa come, per qualità e quantità di fan (quattro date in Italia a 20-30mila persone sono qualcosa di incredibile).
Non resta che augurarsi che non finisca mai, questo amore.

Setlist

01. Lotus Flower
02. Bloom
03. 15 Step
04. Lucky
05. Kid A
06. Morning Mr Magpie
07. There There
08. The Gloaming
09. Separator
10. Pyramid Song
11. You and Whose Army?
12. I Might Be Wrong
13. Planet Telex
14. Feral
15. Little by Little
16. Idioteque
encore #1:
17. Give Up the Ghost
18. Exit Music (for a Film)
19. The Daily Mail
20. Myxomatosis
21. Paranoid Android
encore #2:
22. House of Cards
23. Reckoner
24. True Love Waits/Everything In Its Right Place




lunedì 24 settembre 2012

XX, First Aid Kit e James Blake, nuovo materiale

I primi due sono sicuramente tra gli artisti che andranno nelle classifiche di fine anno (almeno di questo blog) e uno di quelli sicuramente più amati e da tenere d'interesse per il prossimo futuro.
Quindi, anche per recuperare alcuni giorni, una piccola triplice news.


  • Le First Aid Kit, con il loro carinissimo debutto  stanno avendo il meritato seguito. Così eccole a pubblicare una deluxe edition dell'album che include anche un nuovo brano "Wolf", decisamente in linea, per suono e qualità) con le tracce del disco. Complimenti ancora.

  • Il disco degli XX, nel frattempo arrivato qui a casa in un caldo vinile (confermando di essere un'opera a livello del sensazionale primo disco) gode di un bel remix ad opera niente meno di Four Tet, che rielabora Angels in maniera sorprendentemente delicata, avvolgendo le voci in leggeri suoni ed eliminando i battiti, tranne nel finale. Bello e di gran gusto.
  •  

  • Il nostro James Blake invece, preannuncia novità. Una è il brano in ascolto sotto, pubblicato con lo pseudonimo Harmonomix, assunto sicuramente per una libera sperimentazione rispetto all'ormai ingombrante nome del ragazzo londinese, un brano sicuramente interessante per le direzioni future (e che ricorda suoni dei primi ep di Blake). E di nuovi progetti si inizia a parlare, visto il piccolo tour di Dicembre tra Stati Uniti e Inghilterra (dove stiamo pensando di fare un salto) che annuncia la presentazione live di materiale nuovo...

sabato 22 settembre 2012

Report Live: DCode Fest 2012, Madrid

Siamo in vacanza, in Spagna e nel nostro tour tra centro e sud della Spagna, capitiamo a Madrid nei giorni in cui si tiene, come si autodefinisce, l'ultimo grande festival dell'estate in città.

Non è un Primavera o altri grandi festival ma sono comunque due giorni di bella musica nel cuore della città universitaria, un vero e proprio grande quartiere dentro la capitale spagnola.
Scegliamo, per il poco amore verso gli headliner del secondo giorno (i Killers) il primo che invece propone un più che interessante e vario programma.
Così, dopo una coda non troppo lunga, approdiamo in un grande parco, con due palchi e un bel pò di zone ristoro.
Cambiati i soldi in "moneta locale" (specie di gettoni che evitano le code ai bar) ci buttiamo nel palco principale, per goderci i King Of Convenience.

Che non hanno materiale nuovo e quindi suonano per il semplice gusto di farlo, regalando una ottima oretta in costante crescendo, suonando prima in acustico e poi in formazione allargata (dai nomi italiani) regalando brio, battute e parecchio divertimento.
Promossi.
Sul palco principale salirebbero tra poco i Deus, che abbiamo già visto al Perfect Day e quindi, con l'intenzione di curiosare in giro e bere qualcosa ci troviamo nel Scenario Heineken, secondo palco in teoria minore ma che ci regala subito un'ottima soddisfazione.
Ora: sul palco ci sono questi The Shoes, che sinceramente non conoscevo, scopro essere un gruppo francese e per farla semplice, suonano come un potentissimo incrocio tra !!! e The Faint.

Poco cantato e molte percussioni, a volte sono tre le batterie reali o virtuali a suonare in contemporanea,  il suono è potentissimo, forse poco elegante ma si balla e si vibra con enorme piacere.
Promossi e da approfondire.
Stanno finendo i Deus e rimaniamo in zona per ascoltare qualche pezzo di Kimbra, conosciuta per essere l'altra voce del pezzo di Gotye.

Parte discretamente e prosegue anche un pò meglio, con una performance vicina a quella che ricordiamo di un'altra donna emersa negli ultimi anni, Florence And The Machine.
Ora però si torna al palco grande, ci sono i Sigur Ros, che replicano il buonissimo concerto italiano, senza dire una parola (non è un eufemismo, non abbiamo colto nemmeno gli sparuti thank you sentiti a Villafranca) ma sono un gruppo solidissimo, nulla da dire.
Siamo stanchi ma resistiamo, l'atmosfera è fresca e piacevole e all'una e mezza di notte c'è l'ultimo grande nome, i Justice.
Molto semplice il giudizio: pur se lungo dieci minuti di troppo, pur se è quasi un dj set mascherato come ben si sa, pur se il secondo disco non ha troppe cartucce da sparare, l'esibizione è convincente.
Ottimo il suono, belli i giochi di luce, la console che si apre rivelando tastiere o organi, (quasi) mai noiosi i passaggi di un mixato che ambisce ad essere quasi un live, con momenti di pausa (o quasi) e veri e propri saliscendi.


Si balla, con educazione e belle persone.
10 o 15 mila le persone, per una bellissima giornata musicale, bel pubblico, ampi spazi, una rilassante serata di musica che durante dalle 19 alle 3 passate, fa pensare che se tutto funziona bene, sono proprio queste le serate che fanno bene agli amanti della musica.



mercoledì 12 settembre 2012

Il Negoziante va in vacanza, a tra qualche giorno


Domani si parte per la Spagna, quindi nessuna paura se non vedete il blog aggiornato per un pò.
Approfittando della vacanza vedremo anche il primo giorno del D-Code Festival, che si tiene a Madrid e ha in scaletta, nel nostro giorno, King Of Convenience, Deus, Sigur Ros, Justice, The Shoes, Kimbra (quella di Gotye) e altri gruppi spagnoli.
A presto, per un live report e per ributtarci nella caldissima stagione concertistica in arrivo...

martedì 11 settembre 2012

La Cover dell'anno: Mark Lanegan, Martina Topley Bird e Warpaint alle prese con gli XX



Questa è una bomba.
Prendiamo un pezzo dal clamoroso esordio degli XX, Crystalized.
Cambiamo le voci, mettiamoci Mark Lanegan e Martina Topley Bird (indimenticata musa di Tricky ai tempi di Maxin Quaye e più che discreta solista), aggiungiamo agli strumenti i Warpaint, band dream pop americana.
Ed ecco una Crystalized come se l'avessero composta i Massive Attack, cupa, oscura, più sexy, dilatata e forse quasi migliore dell'originale o perlomeno di pari brillantezza.
Cover dell'anno, a mani basse, per il momento.

Propaganda - Stagione 2, Episodio 3

La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...