mercoledì 13 febbraio 2013

Ascolti: Darkstar - News From Nowhere


Bisogna premettere che Darkstar non è un nome da copertina.
Nome discretamente atteso, però, da chi segue la scena dubstep, grazie a quel primo disco, North, datato 2010, capace di regalare ottime sonorità a chi segue queste sonorità.
In particolare, riuscite furono la dolce Aidys Girl Is a Computer e la traccia omonima, vero e proprio picco qualitativo di un disco comunque più che piacevole.
Senza troppo clamore, si diceva, esce dopo ben tre anni questo News From Nowhere e bisogna dire, subito, che è un disco molto sorprendente.
Perchè il suono vira (quasi) completamente: diventa un pop, meglio, un elettro-pop, vicino in alcuni casi agli Animal Collective (Armonica e soprattutto Amplified Ease).
Ma in fondo cosa importa è altro: è un buon disco?.

Ci penso da ormai un pò e oggi ho preso la decisione: è un buonissimo disco.
Il motivo è semplice: passata l'iniziale sorpresa per un disco sommesso, tutto l'opposto del vibrante e gioioso, ci si lascia accarezzare da questi dieci brani che sopravvivono, ascolto dopo ascolto, al tempo e diventano sempre più belli, gemme da non lasciare incolte.
Un esempio è A Day's Pay for a A Day's Work, vicino ai Notwist più malinconici, puro gioiello di melodia (sotto in ascolto una più che riuscita versione live).
Ma soprattutto è la parte centrale del disco a convincere: ad esempio la seguente Young Heart's, che si lascia avvolgere da dolci suoni in sottofondo e conclude un uno-due perfetto.

La colpa di questo disco, se ne ha una, è di lasciare stranamente indifferente al primo ascolto, di sembrare inoffensivo.
Ma se gli si dà tempo è capace di suonare alla grande, muovendosi tra elettronica e psichedelia, senza spingere sui bpm ma lavorando di programmazione e melodie.
Meglio dell'esordio, allora e un voto alto, molto alto.




martedì 12 febbraio 2013

Prossimi Appuntamenti Live


Aggiornamento mensile per la programmazione dei live più interessanti dei prossimi mesi.
Nomi grossi che iniziano a girare, d'altra parte l'estate si avvicina.
Solita regola: in giallo le novità!



The Raveonettes
17 Febbraio - Roma, Circolo degli Artisti
18 Febbraio - Milano, Tunnel
19 Febbraio - Rimini, Velvet

Sigur Ros
18 Febbraio - Jesolo, Pala Arrex
19 Febbraio - Assago, Mediolanum forum
26 Luglio - Ferrara, Piazza Castello
28 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle

Glen Hansard
20 Febbraio - Milano, Limelight
21 Febbraio - Roma, Auditium Parco della Musica
22 Febbraio - Firenze, Viper

Crystal Castles
23 Febbraio - Bologna, Estragon
24 Febbraio - Milano, Alcatraz

Local Natives
28 Febbraio - Milano, Tunnel

Everything Everything
6 Marzo - Milano, Tunnel

Beach House
9 Marzo - Bologna, Estragon
10 Marzo - Roma, Piper

Mumford And Sons
14 Marzo - Milano, Alcatraz
15 Marzo - Firenze, Oblhall
16 Marzo - Roma, Atlantico

Of Monster And Man
18 Marzo - Bologna, Estragon
19 Marzo - Roma, Piper
9 Luglio - Sesto Al Reghena

Eels
18 Aprile - Milano, Alcatraz

The Knife
29 Aprile - Milano, Alcatraz

Low
11 Maggio - Bologna, Teatro Antoniano

Tame Impala
9 Luglio - Ravenna, Rocca Brancaleone
10 Luglio - Milano, Circolo Magnolia

Artic Monkeys
10 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle
11 Luglio - Ferrara, Piazza Castello

Blur
28 Luglio - Milano, Ippodromo del Galoppo
29 Luglio - Roma, Ippodromo Capannelle

domenica 10 febbraio 2013

Ufficiale il secondo disco per James Blake ed ecco il primo estratto


Non è una sorpresa, che fosse in preparazione il secondo disco per James Blake, tanto che eravamo andati, un paio di mesi fa, a Londra, a sentire una data live in un piccolo locale dove, oltre ai pezzi vecchi, erano stati presentati alcuni brani nuovi.
Ora è tutto ufficiale: il nuovo disco si chiamerà Overgrown, l'uscita è fissata per l'8 Aprile e il giovane inglese ci lascia anche un primo brano, dal titolo Retrograde, che avevamo anche già sentito dal vivo tra l'altro e lasciò un ottimo ricordo.
Ed è sicuramente un bel pezzo, leggermente più soul dell'esordio ma di gran classe.
In attesa di quello che sarà, sicuramente, uno dei dischi più chiaccherati della primavera...

giovedì 7 febbraio 2013

Ascolti: Baustelle - Fantasma


Sono passati tredici anni dal primo disco dei Baustelle, quel "Sussidiario illustrato della giovinezza" che  inaugurò il percorso artistico di un gruppo capace di compiere, come da manuale, ogni passo dalla gavetta alla fama.
Una fama meritata e conquistata, passando attraverso il trittico La Moda Del Lento - La Malavita - Amen, raggiungendo, a mio parere, con quest'ultimo la totale maturazione, attraverso un album enorme, vario e capace di essere un classico istantaneo.
Amen conteneva poi Charlie Fa Surf, sprezzante inno alla gioventù (o meglio ad una parte di essa) che regalò alla band toscana una rotazione nelle radio inaspettata e che mai prima li aveva investiti.
Ma prima di Fantasma, album uscito in questi giorni, c'era stato I Mistici dell'Occidente che, per un motivo o per l'altro, non mi aveva convinto fino in fondo.
Era come se prima il gruppo avesse, album dopo album, alzato l'asticella e poi si fosse fermato, per una volta.
Era quindi con qualche dubbio che mi sono approcciato a Fantasma, sesto disco in studio.
Un disco che, diciamolo subito, non regalerà (verosimilmente) nuovi picchi di vendite.
Cosa che ci interessa niente.
Ma a livello qualitativo?

Diciamo subito che Fantasma è un disco enorme.
Pomposo, arioso, sbruffone, privo di freni e limitazioni.
Quando l'ho sentito la prima volta ho ripensato a Bright Eyes, nei primi album, quando ne scriveva due all'anno, si autointervistava e celebrava quasi tutte le canzoni con un'enfasi che tradiva la superbia di chi a vent'anni si sente padrone del mondo.
Probabilmente Bianconi, mai come in questo caso apparentemente guida del gruppo, non sarà d'accordo, ma ascoltando Fantasma si percepisce una magnificenza incredibile.
Un concept album già dalla tracklist, diciannove brani, un'ora (molto) abbondante di musica, intermezzi strumentali comprendenti Titoli di Testa, Intervallo e Coda e soprattutto con una più che impegnativa orchestrazione a permeare ogni brano.
C'è ogni strumento, ci sono i cori, gli archi.
C'è qualche eccesso.
Ma è un disco bello.
Bello e incredibilmente sincero.
Fantasma è l'asticella alzata di nuovo, è la rinuncia ad alcune concessioni melodiche per far spazio al testo, alla tematica, al racconto.
Sin dall'inizio: Nessuno, che ci porta nel tema della morte, portato a compimento nel (bel) singolo "La Morte non esiste più".
E poi futuro e morte, ancora: Diorama, con il suo mondo idilliaco, il quasi bolero di Cristina (che sembra uscire da Amen).
A metà disco, il brano migliore: Il Futuro, che in qualche modo sembra una "Il Corvo Joe" di oggi, sguardo sul domani e sull'oggi, splendidamente orchestrato. (E potremo anche avere/Altre donne da amare/E sconfiggere l’ansia/E la fragilità/E magari tornare a sbronzarci sul serio/Nella stessa taverna/Di vent’anni fa/Ma diversa arriverà/La potenza di un addio/O la storia di un amico/Entrato in chemioterapia/E la vita che verrà/Ci risorprenderà/Ma saremo noi ad essere più stanchi/Il futuro cementifica/La vita possibile)

Non tutto è perfetto, il dialettale omaggio Conta l'inverni è poco a fuoco, per esempio.
Ma come non innamorarsi, ad esempio di un brano come Il finale?
Fantasma, come si diceva, è un disco eccessivo, snob, intellettuale e consapevole di esserlo,ma se è tutto questo è anche vero che Fantasma è un disco intenso, difficilmente dimenticabile, pieno di amore per la letteratura e per la musica italiana (e non) quella migliore.
A chi ne avesse voglia, il consiglio è di immergersi.

martedì 5 febbraio 2013

His Clancyness: Intervista e Report Live



C'è in fondo una storia di continuità o, se si vuole, di percorsi paralleli.
Come uno (Jonathan Clancy, già dietro ai Settlefish e soprattutto agli A Classic Education) che inizia, qualche anno fa a registrare canzoni  per proprio conto, fuori dal contesto della band e che, brillantemente, intitola il progetto His Clancyness.
Un progetto solista che diventa gruppo, un gruppo che si allarga e diventa formazione a quattro e che, come vedremo, esordirà su disco verso metà anno.
Mi ricordano la storia degli Atoms For Peace, formazione nata per suonare dal vivo The Eraser, disco solista di Thom Yorke e che entro fine mese usciranno con il primo disco a proprio nome.
E allora penso di chiederglielo, cosa sia oggi His Clancyness.
- Mi pare che His Clancyness segua un po' il percorso degli Atoms For Peace. Dunque, cosa è oggi questo progetto?
- [Jonathan] Beh, il disco è stato registrato in tre persone e dunque nasce come un progetto per una band rock. Questo è dunque il futuro, questa è la band che suonerà His Clancyness.

Continuità si, diceva.
Vale anche per il sottoscritto, che ha iniziato a curare questo blog poco meno di due anni fa, come progetto solitario, tra le mura di casa e questa sera, per la prima volta, si espone per un'intervista.
Che non sarà come mettersi a nudo sul palco per un progetto solista, ma per un attimo non mi dispiacerebbe avere anche io qualche compagno di viaggio, vista la timidezza.
Jonathan, invece, di compagni di viaggio ne ha tre: Giulia, sua compagna (alle tastiere), Jacopo (alla batteria) e Emanuela, la frontman degli Heike Has The Giggles, in questo caso al basso.
Questa sera suonano da Zuni, cioè praticamente a casa mia, dove circa una volta al mese, a cadenza casuale, metto su qualche disco (se qualche disco è dalle 8 alle 2 di notte...) e tutto ciò mi pare molto simpatico: faccio l'intervista ad un gruppo ospite del locale che da tempo spesso ospita i miei dj set, in un luogo dove, in fondo, sono ormai stato avventore, dj e intervistatore: manca solo di suonare una chitarra e servire due cocktail e poi il curricolum sarà completo.
In realtà è poi tutto riferibile ad un piccolo mondo di provincia, al contrario del tour che gli His Clancyness stanno affrontando: Olanda, Belgio, Francia, presto Stati Uniti.
- State girando l'Europa, com'è il mondo là fuori?
Jonathan dice a Manuela che può rispondere lei.
In realtà chiaccheriamo un po', alla fine.
Mi raccontano che non è molto semplice (né giusto forse) fare queste generalizzazioni, ogni situazione va per sé.
Però ci sono belle cose fuori: ad esempio un locale, in Olanda, che tramite una sottoscrizione di sette euro mensili permette di accedere a qualunque live organizzato in quel posto, dal piccolo evento di nicchia a serate anche da due o tremila persone.
E parliamo della bella accoglienza all'estero: qualche sold out e spesso molta gente (a parte un po' a Lione).

- E riguardo al Crowdsourcing? Cosa ne pensate, viste anche le recenti polemiche in Italia?
- [Jonathan] Ne abbiamo parlato anche noi in questi giorni. Mah, non siamo contrari ma non crediamo di farlo, ci sentiremmo quasi a disagio. In fondo è una polemica nata solo qui in Italia, all'estero esistono da anni siti come MusicRaiser.
Abbiamo supportato amici che lo hanno fatto ma non penso che nei prossimi dieci anni di His Clancyness ci sarà il ricorso al crowdsourcing.
[Jacopo] Sarebbe troppo strano, lo capisco ma non lo farei. Però è anche giusto che si inizi a pensare che se la gente non acquista più i dischi e va poco i concerti, il musicista come ci campa?
Ha quindi senso trovare altri metodi per mantenersi.
- Cosa ci potete dire sull'album?
Beh, sarà di dodici brani. L'abbiamo registrato a Detroit qualche tempo fa, probabilmente uscirà intorno a metà anno.

Suoneranno vari brani di questo disco, poco dopo, nel piccolo locale Ferrarese.
Il palco da Zuni è ridotto e una band a quattro non ci sta certo larga ma sarà d'impedimento: sarà un live energico, divertente, a tratti trascinante.
Ma in realtà sono ancora seduto al tavolo con loro e mi ricordo di chiedere riguardo ad una curiosità, anche se come a volte capita, mi rendo conto di avere pensato troppo per una cosa in fondo semplice.
- Cercando in Internet ho notato che siete su praticamente ogni veicolo esistente: Facebook, Soundcloud, BandCamp, Tumblr, il TourDiary, MySpace...
[Jonathan, ridendo] Oddio, nel Myspace non so bene cosa ci sia, né se esista ancora...
- Esiste, esiste, c'è qualche pezzo! Tanta tecnologia e poi, in realtà il primo album è uscito in cassetta...come mai?
- [Jonathan] Mah, guarda, in realtà non c'è nessun motivo particolare. O meglio, l'etichetta che lo ha pubblicato era interessata ad un tipo di uscita di questo tipo e mi è sembrato carino.
- Ultima domanda: ho visto che l'anno scorso avete fatto due collaborazioni, una con i The Babies e una con gli Shimmering Stars. Domandona: lo split della vita con chi lo fareste?
[Jonathan] Lo split della vita? Mmm, vediamo, forse Scott Walker. Oppure vediamo...
[Discute con gli altri, Giulia chiede che domanda ho fatto, poi la rivelazione
[Iacopo] Sonic Youth!
Emanuela conferma, Jonathan pure: e Sonic Youth siano, come ideale gruppo con cui collaborare.

Poi sarà solo questione di live: tre quarti d'ora circa di live intenso, con parecchi pezzi del futuro album. L'impressione è buona: buona scrittura, melodie interessanti, una parte ritmica che sale sugli scudi in varie occasioni, tra la batteria e una drum machine.
Nonostante l'acustica non perfetta del locale, il suono è bello, un paio di pezzi mi ricordano gli Arcade Fire, in particolare uno che sembra un po' una risposta a Wake Up (e potrebbe essere What Fury Can't Say, presente nel loro soundcloud).
Il pubblico dell'aperitivo sembra convinto e una certezza, o almeno una convinzione si fa largo: His Clancyness, tra qualche mese, sarà destinato ad essere qualcosa in più del “progetto solista di quello degli A Classic Education”.



sabato 2 febbraio 2013

Le prime pietre per Ferrara Sotto le Stelle


Visto il clima di annunci serrato, ho atteso un attimo per iniziare, come ogni anno a parlare di Ferrara Sotto le Stelle, festival che ha formato chi scrive e che ora è raggiungibile a piedi, visto che a Ferrara ci abito.
Soprattutto, un festival che tra le mille difficoltà di essere piccoli e che l'anno scorso sono anche state quelle di un terremoto a Maggio, ha portato sempre grandi serate in una cornice indimenticabile come quella di Piazza Castello.
Chi c'è stato lo sa.
Tanto nel passato, speriamo tanto nel futuro, per ora ecco le prime tre date annunciate in cartellone:


  • Fun -  12 Giugno
  • Arctic Monkeys - 11 Luglio
  • Sigur Ròs - 26 Luglio
Presto tutte le notizie e, nel possibile, tutti i live report...


venerdì 1 febbraio 2013

Nuovi Album anche per Iron & Wine e !!!


Ci dev'essere qualcosa di strano in questi ultimi giorni, dove praticamente tutti sembrano avere iniziato ad annunciare album, singoli, concerti e quant'altro.
Solo nell'ultimo periodo ricordiamo Daft Punk, Strokes, Adam Green, Depeche Mode, Iron & Wine, Baustelle, Ministri, Artic Monkeys, Sigur Ros, She & Him, John Grant e Noah And The Whale, sicuramente tralasciando qualcuno.
Visto che lo scopo di questo blog, però, è di dare uno sguardo rilassato e selezionato, parleremo piano piano di tutto, oggi intanto ci soffermiamo su due nomi piuttosto amati, per motivi diversi, da chi scrive.
Il primo è Iron & Wine, il nostro barbutissimo Samuel Beam, uno dei migliori cantautori del nostro tempo il cui punto migliore della carriera è probabilmente The Shepard Dog's (2007) senza dimenticare, l'ultimo, di un paio di anni fa, piuttosto interessante Kiss Each Other Clean.
Il prossimo 15 Aprile uscirà quindi Ghost On Ghost, anticipato direttamente da Lover's Revolution, ottimo pezzo con influenze jazz che conferma la tendenza ad aggiungere strumentazioni per Beam, dopo un inizio di carriera fatto di quasi soli voce e chitarra.





L'altro ritorno è invece quello dei !!!, che discreti su disco, sono invece una bomba live .
Il titolo dell'album è l'originale Thr!!!er, la data è il 29 Aprile, per ora solo un teaser è presente in rete, aspettiamo con felicità di poter sentire di più...

Propaganda - Stagione 2, Episodio 3

La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...