[Ascolti] Still Corners - Strange Pleasures


Non è passato tanto dal primo, più che interessante, disco degli Still Corners, duo londinese passato subito in scuderia Sub Pop con quell'esordio, datato fine 2011, che si muoveva lungo coordinate tra dream pop e new wave.
Non si può dire che fu un successone, nè parlare di troppo hype eppure se ne parlò, di quel disco.
Se ne sta, a parere di chi scrive, parlando molto meno ora che il gruppo ritorna in un periodo forse troppo pieno di uscite importanti che stanno monopolizzando le webzine (James Blake, Iron & Wine, The National e si, certo, i Daft Punk).
Un peccato perchè se è vero che il secondo disco è sempre il più difficile, il duo formato da Greg Hughes e Tessa Murray fa capire di non avere timori referenziali con la prima splendida traccia, The Trip, che si lancia in uno strumentale di un minuto e mezzo prima di fare partire la voce e prosegue in maniera egregia, tra chitarre, una voce soffusa e perfetti incastri melodici.
E non è un fuoco fatuo: difficile dire gli episodi migliori di un disco incantevole, forse le venature anni ottanta di Fireflies, l'elettro pop di Berlin Lovers o quella Beatcity che ricorda non poco le sonorità di un grande disco dell'anno passato, quello dei Chromatics.
Così, qualunque sia il riscontro di pubblico e stampa, zitti zitti gli Still Corners scrivono un secondo disco più bello del primo e verosimilmente uno dei migliori nelle future classifiche di fine anno.
Complimenti.

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