Ascolti: Sigur Ròs - Valtari


Valtari esce a fine maggio.
I commenti girano da qualche giorno perchè, come è prassi nel mondo connesso di oggi, il disco è reperibile già da un pò.
E con questo chiudiamo il discorso alle polemiche potenziali: it's 2012, baby.
Un disco cruciale, tra l'altro, per la band islandese, capace di fare almeno due capolavori (Agaetis Birjun e () ) due ottimi dischi (prima e dopo, Von e Takk) e un disco comunque non male, nel 2008, dal titolo piuttosto lungo e che quindi non riscriverò.
Sarò onesto: temevo che per il gruppo la storia fosse ormai finita.
Tanta popolarità, i progetti solisti (da non sottovalutare l'album di Jonsi), i quattro anni passati da comunque quello che era il primo disco non memorabile della band, la dichiarazioni di una certa difficoltà nel proseguire la scrittura di nuovi brani.
E poi qualche settimana fa l'annuncio che invece ci siamo: Valtari, sesto disco, esce a maggio e c'è pure un tour (in Italia una data, il 2 Settembre, headliner nell' A Perfect Day Festival al Castello di Villafranca di Verona).

Lo ascolto da giorni, come si fa con le band che si amano profondamente e contrariamente al solito fatico a giudicarlo.
Nel senso che di norma non è difficile giudicare se una band che ami ha fatto un bel lavoro o meno.
Quello che so per ora da questi otto pezzi (un'ora scarsa di musica) sono tre elementi fondamentali:
- i Sigur Ros ci sono, sono vivi, eccome se lo sono.
- siamo tornati dalle parti di ( ), tanta strumentazione, pochissimi accenni (per non dire nessuni) a quei suoni allegri e festosi che da Takk in poi avevano preso piede in alcuni pezzi della band.
- ci sono alcuni momenti dirompenti e altri che paiono un pò sfuocati.

Partiamo dal fondo: tre mi sembrano le cose che spiccano, Varuò, un pianoforte e suoni lontani per un crescendo musicale di quello per cui amiamo il gruppo e che ti immagini socnvolgerti dal vivo; Ekki Mukk primo "singolo" con la voce sofferta ad arrampicarsi su quasi otto minuti di composizione che sembra presa da Agaetis ed è un complimento e infine Varoeldùr, traccia sei che lentamente ti avvolge con note di piano e che in fondo ricorda quella traccia tre di ( ) con il giro di pianoforte indimenticato a lasciarsi cullare dalle orchestrazioni in sottofondo.
 Insomma, se ci penso bene, anche nelle ultime due tracce ho trovato leggermente poco mordente, mi rendo conto che già amo scampoli di questo Valtari come si amano quelle cose che amerai per tutta la vita e con cui sei cresciuto.
Quindi va tutto bene, bentornati e ci si vede a Verona.

Ekki múkk by sigur rós

Commenti

  1. Avevo paura a leggere la prima recensione di Valtari... ma tu mi hai rasserenato... Grazie! :)

    RispondiElimina

Posta un commento

Post popolari in questo blog

I Cani

[Live Report] Le Luci Della Centrale Elettrica + Colombre @ Ferrara Sotto le Stelle

[Live Report] Radiohead + James Blake + Junun