domenica 5 febbraio 2012

Ascolti: Mark Lanegan - Blues Funeral


Non staremo qui a ripercorrere la carriera di Mark Lanegan, avendolo già fatto nei mesi precedenti.
Parleremo invece del nuovo album, dal (bel) titolo "Blues Funeral", che arriva otto anni dopo l'ultima opera solista del cantante americano.
Che, racchiude in un qualche modo passato, presente e futuro.
Passato perchè c'è il rock, il grunge in alcuni pezzi: innanzittutto nell'ottimo singolo "The Graveddigger's Song", con la sua ritmica ossessiva e le chitarre a muoversi sullo sfondo.
Ma non solo: Riot In My House, che ricorda un pò gli Smashing Pumpkins o Quiver Syndrome.
C'è anche il presente però, che negli ultimi anni è stato in gran parte quello dei tre album con Isobel Campbell (a mio parere capaci di regalare pezzi strepitosi e una altissima qualità media, specie nei primi due dischi), presente che esce nelle lente ballate, con il meglio contenuto in Deep Black Vanishing Train, con la sempre meravigliosa voce in primo piano.
Infine, forse, il futuro.
Perchè Lanegan osa qualcosa in alcuni pezzi, in particolare Ode To Sad Disco, che ha qualcosa di Depeche Mode e che pur riuscita, non convince fino in fondo.
Ma sono peccati veniali: nei momenti migliori c'è tutto il fascino di una voce intramontabile e di una buonissima scrittura musicale, grazie anche ai buoni compagni alle strumentazioni, Greg Dulli (Afghan Wings), Josh Homme (Queen Of The Stone Age), Jack Irons (in passato nei Pearl Jam e Red Hot Chili Peppers).
E non vediamo l'ora di vedere tutto questo live, il prossimo mese.







2 commenti:

  1. sicuro di andarci? non sei in turno a pulire il culo ai vecchi quella sera?

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  2. Hai superato la soglia che divide il vecchio rompiballe all'offensivo e inutile.
    Per cui, commenti moderati e nessuno dei tuoi verrà approvato, direi.
    Chiuse le trasmissioni.
    Mi spiace per la tua persona, evidentemente così triste da passare le giornate a rompere uno sconosciuto che ha un piccolo blog personale.

    RispondiElimina

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