giovedì 12 gennaio 2012

Gotye - Fanfarlo: i nostri prossimi pezzi preferiti.


Ora, Gotye è un musicista australiano piuttosto eclettico e attivo da parecchio tempo, musicalmente vicino a Beck (ovvero: attitudini presenti ma a 360gradi, perchè inquadrare Beck non è così semplice).
Un paio di mesi fa è uscito il suo ultimo album, Making Mirrors, che con calma recensiremo ma che ha soprattutto una caratteristica: è più il pezzo pop della settimana mese.
Un duetto su una melodia irresistibile in crescendo e una non indifferente storia di un rapporto finito male e della recriminazione che ne segue (You can get addicted to a certain kind of sadness/
Like resignation to the end/Always the end/So when we found that we could not make sense/Well you said that we would still be friends/But I’ll admit that I was glad that it was over).




Non meno irresistibili sono i Fanfarlo.
Per chi non avesse il piacere di conoscerli, possiamo considerarli la risposta londinese agli Arcade Fire, condividendone l'approccio musicale ma con un velo di spensieratezza in più, tralasciando spesso quella epicità diffusa ma rimanendo nei suoni che avevano caratterizzato Funeral, primo seminale (si può ben dirlo) album dei Canadesi.
Sono passati ormai tre anni dal piacevolissimo esordio (Reservoir) ed è stato rilasciato il primo estratto dal nuovo album, Shiny Thing.
Che alza l'asticella un pò, staccandosi dal nome già citato con un delizioso pezzo vicino ai Postal Service (li conoscete vero?) e dando soddisfazione a chi ci aveva creduto sin dall'inizio.
Sotto il video.

mercoledì 11 gennaio 2012

Tornano gli Shins, evviva.

Gli Shins sono un gruppo amatissimo. E non è difficile capire perchè.
Una carriera quasi priva di sbavature, di protagonismi (solo 4 album dal 1997, il quinto in arrivo in primavera dal titolo Port Of Morrow) e di grande qualità, finendo non a caso nella sempre meritevole cerchia della Sub Pop.
Un momento indimenticabile per loro (ma non solo) è questa scena di "La mia vita a Garden State" dove Zach Braff (J.D. di Scrubs, al primo film da regista) riceve nientemeno che da Natalie Portman l'ascolto di un pezzo degli Shins che "gli cambierà la vita"




Che dire, di fronte a tanta fortuna!
Ad ogni modo, sogni cinematografici a parte, la sensazione è che per l'attesa e per il momento storico, con questo album il gruppo americano potrebbe raggiungere un pubblico molto più vasto del solito, con il suo apparentemene (non lo è) intreccio di chitarre e attitudine folk.
Simple Song è la prima traccia rilasciata ed è davvero un bel pezzo: attendiamo con ansia l'album intero.

Simple Song by theshins

martedì 10 gennaio 2012

Ascolti da Hype: Maria Antonietta


Io, caso raro in "carriera" Maria Antonietta l'avevo già vista, live, senza sapere chi fosse.
Prima di Brunori Sas qualche mese fa.
Non ci avevo dato nemmeno troppo peso, ad essere onesto, per il semplice motivo che il suo live, voce e chitarra, era tanto "esagerato" quanto innocuo. Una voce che sembra volutamente perdersi e stonare (Clap your hands say yeah?) una scrittura estremamente simil-autobiografica, fatta di frammenti, relazioni e cinismo e una chitarra che un secondo sembrava imbeccare un'idea giusta e poco dopo diventata esagerata e sopra le righe.
Insomma, passati tre o quattro mesi tutto pareva possibile tranne che Maria Antonietta (già Marie Antoniette, già negli sciolti Young Wrist) diventasse il nuovo caso di hype italiano nelle settimane di uscita del disco.
Che già, dopo l''exploit dei Cani fa riflettere, per le indubbie affinità: un approccio lo-fi, progetti piuttosto personali, un uso delle parole ad uso e consumo di una generazione twitteriana, veloce, di frammenti immagini e citazioni, facile da ricordare e imparare.
Insomma una sensibilità pop ma non nel senso nobile del termine (nè in quello peggiore) e l'idea che basti poco per fare parlare di sè.
Insomma da Vasco Brondi a Maria Antonietta, da Vasco Brondi che nel demo voce e chitarra tracciava un rabbioso sguardo ad un noi di delusione per ciò che c'è fuori dalla finestra a questo album, dodici tracce che, siamo onesti, è un pò meglio di quello che sembrava dal vivo ma non lascia niente.
Un pò meglio per la presenza di batteria, qualche arco e qualche basso, che ampliano la dimensione punk della proposta della ragazza e che rendono alcuni pezzi sufficienti (Questa è La mia Festa, Saliva, Motel) ma senza diventare memorabili.
In una recensione di un sito che non nomineremo (Rockit) si scrive che [...] una frase come "volevo solo portarti a letto" è una frase normale e genuina che in un'Italia mai così bigotta e maschilista è un bel segno di indipendenza, un segno tanto diretto ed iconico che c’è da esser sicuri arriverà sui diari di un sacco di ragazzini annoiati, insoddisfatti e pieni d’aspettative come lo siamo stati tutti.
Ebbene no, volevo solo portarti a letto non è niente tranne che scontato , con un'immagine cinematografica, letteraria e anche quotidiana di una donna sempre più forte, emancipata, a proprio agio con la sua sensualità. E niente è scontato oggi come essere così egocentrici come scrivere di sè in un brano "e poi tutte le mie canzoni parlano di un solo cazzo di argomento, della mia incapacità di accettare la realtà" in un'epoca dell'Io è molto più coraggioso essere fuori dal tempo come i Poveri Cristi di Brunori Sas.
In definitiva, bocciatura senza esagerare perchè il futuro davanti, chi lo sa, può portare buone cose.
Ma ad ora stiamo solo parlando (troppo) di (quasi) niente.

lunedì 9 gennaio 2012

Prossimi Appuntamenti Live

Ecco un nuovo aggiornamento con le date più interessanti dei prossimi mesi.
Come sempre, con l'asterisco le nuove aggiunte.



The Black Keys 
  • 30 Gennaio 2012 - Alcatraz, Milano  (Sold Out)
  The Maccabees
  • 12 Febbraio, Magazzini Generali, Milano.
Clap Your Hands Say Yeah
  • 18 Febbraio 2012 - Covo, Bologna
St Vincent
  • 22 Febbraio - Lanificio 159, Roma
  • 23 Febbraio - Lokomotiv, Bologna
  • 24 Febbraio - Tunnel, Milano
Kasabian 
  • 24 Febbraio - Atlantico, Roma
  • 25 Febbraio - Gran Teatro Geox, Padova
Wilco
  • 8 Marzo, Alcatraz, Milano
  • 9 Marzo, Estragon, Bologna
* Still Corners
  • 16 Marzo 2012 – Conegliano (TV), Apartamento Hoffman
  •  17 Marzo 2012 – Bologna, Covo   
  • 18 Marzo 2012 – Roma, Circolo degli Artisti 
  •   20 Marzo 2012 – Milano, Rocket
Mark Lanegan  
  • 24 Marzo, Estragon, Bologna
  • 25 Marzo, Alcatraz, Milano
Cass McCombs
  • 29 Marzo - Bronson, Ravenna
* Bruce Springsteen
  • 7 Giugno, Milano
  • 10 Giugno - Firenze
  • 11 Giugno - Trieste
Radiohead  
  • 30 Giugno Roma, Ippodromo delle Capannelle 
  • 1 Luglio, Firenze, Parco delle Cascine
  •  3 Luglio, Bologna, Piazza Maggiore 
  • 4 Luglio, Udine, Villa Manin

    sabato 7 gennaio 2012

    Zona Italia: Ascese, discese, nuovi arrivi.


    C'è molto in arrivo anche in Italia per il 2012.
    Di fronte a esordi di cui parleremo con calma nelle prossime settimane, ci sono due ritorni, rispettivamente al secondo e terzo album.
    Alla terza opera sono Il Teatro degli Orrori (e fa strano, a me A Sangue Freddo sembra uscito da pochissimo) gruppo che dopo un, a mio parere un pò sopravvalutato, primo album, aveva dato alle stampe un secondo disco piuttosto interessante, specie nei pezzi più dilatati e "letterari" se mi si concede il termine.
    Ad ogni modo è in arrivo "Il Mondo Nuovo", 16 tracce per settanta minuti di musica, anticipati da "Io Cerco Te", singolo in realtà deboluccio vicino alla traccia che dava il titolo al precedente album senza averne la qualità musicali e di scrittura.
     
    Ma proviamo ad avere fiducia.

    Fiducia che non manca negli Heike Has The Giggles, tra un mesetto in uscita con Crowd Surfing, secondo disco già ben anticipato dal doppio singolo uscito questa estate.
    In questi ragazzi ci crediamo da prima che uscisse il loro album e quindi l'attesa è piuttosto alta.
    Sotto il teaser del disco.

    mercoledì 4 gennaio 2012

    Ascolti: St Vincent - Strange Mercy


    Annie Erin Clark, in arte St Vincent, classe 82, arriva al terzo album.
    Ho aspettato un pò prima di parlarne perchè Strange Mercy continua a darmi qualche dubbio ma potrebbe essere una questione personale.
    Dico questo viste le numerose critiche positive lette in giro, condivisibili (a mio parere) solamente in parte: trovo che vi siano brani riusciti (la title track, Year of the Tiger, Cruel) e altri meno brillanti (Surgeon, Dilettante).
    Al di là dell'indubbio talento trovo che la ragazza si esprima al meglio quanto più va per sottrazione: meglio voce e piano, meglio voce e chitarra, in alcuni casi invece si aggiunge tanta strumentazione e si rischia (come Bjork, nome non a caso dato le evidenti vicinanze in alcuni brani) di strafare o di fae tecnicismo un pò vuoto di emozioni.
    Per ripetermi: Dilettante a parte il finale non è compiuta fino in fondo quando Year of The Tiger, brano che chiude il disco e ci lascia una St Vincent rilassata e a proprio agio con la voce, dove sono gli strumenti a seguire la melodia e non l'opposto.
    Detto questo, un disco interessante e di valore anche se non sempre a fuoco.
    Da vedere alla riprova live a breve: 

    22 febbraio 2012 – Roma – Lanificio 159
    23 fabbraio 2012 – Bologna – Locomotiv Club
    24 febbraio 2012 – Milano – Tunnel



     

    martedì 3 gennaio 2012

    Tra la percezione e la realtà



    Periodo calmo, di poche uscite.
    Queste settimane sono quelle tranquille, le cose importanti sono uscite, per qualche giorno ancora nessuno farebbe uscire un disco e quindi ne possiamo approfittare per qualche riflessione.
    Ho trovato un interessante resoconto delle vendite negli Stati Uniti degli album che sono arrivati tra i primi 50 nella (sempre importante, per quanto si dica) annuale classifica di Pitchfork.
    Una piccola selezione:


    1. Bon Iver Bon Iver - 317,355
    3. M83 Hurry Up, We’re Dreaming - 59,573
    4. PJ Harvey Let England Shake - 62,000
    11. St. Vincent Cruel Mercy - 44,334
    12. James Blake James Blake - 47,372
    15. Fleet Foxes Helplessness Blues - 277,541

    26. The Field Looping State of Mind - 4,900
    28. Cut Copy Zonoscope 51,000
    32. Panda Bear Tomboy - 46,000
    33. Fucked Up David Comes to Life - 19,000

    46. Cults Cults - 25,000
    48. Toro Y Moi Underneath the Pine - 19,381

    A titolo di confronto ci sono due album in classifica prettamente mainstream

    21. Jay-Z/Kanye West Watch the Throne - 1,143,674
    27. Beyonce 4 - 971,264


    Considerazioni:
    - davvero ormai non si vendono più dischi. Beyonce è un'artista palesente pop, dal successo costante e senza gavetta, a suo nome, provenendo dalle Destiny Child. Ebbene, ha venduto dal primo al quarto album: 4,7milioni, 3,3 milioni, 2,9 milioni, 1 milione. 
    - c'è una forte uniformità, in qualche modo, qualche tempo fa dischi di gente come Jay o Beyonce vendevano centinaia e centinaia di volte quelle degli artisti "indie", qualcosa come 5 - 10 milioni di copie contro 20mila copie o cinquantamila.
    Ora, tralasciando un Bon Iver che è un pò un caso a sè, gente come m83, St Vincent o un Panda Bear vendono "solo" una decina o ventina di volte in meno. Forse hanno un pubblico più fidelizzato, più incline ad acquistare l'album.
    - c'è come un livello che nella maggior parte è il livello della piccola nicchia: tra i sessantamila della notissima Pj Harvey e i 25 mila degli esordienti e nemmeno troppo chiaccherati Cults non c'è troppo distatto. Quasi si dicesse "per quella nicchia, qualunque genere sia, il livello è quello". A meno che non diventi Bon Iver (300mila) o  gli Arcade Fire (500mila) che diventano (imprevedibilmente) col passaparola e il tam tam della rete fenomeni anche commercialmente rilevanti.

    Certo, questa è una classifica americana, verosimilmente in Europa certi valori cambierebbero ma è comunque indicativa, in un mondo sempre più globalizzato e caratterizzato da scene musicali si, ancora esistenti mentre da pubblici sempre più settoriali e indipendenti dal luogo di nascita bensì dalle proprie preferenze.

    In questo quadro è bello, bellissimo, vedere di fianco all'aumento del download digitale (che perlomeno aiutano artisti e la legalità) come sia rispettata sempre più la mia previsione  e cioè il ritorno al vinile: in Inghilterra ad esempio +44% e quasi 350mila dischi venduti, numeri ancora piccoli ma che preludono, a mio parere, al futuro scenario migliore, ovvero la massa al download digitale, l'appassionato e fan al vinile (oggetto fisico meraviglioso e dal bel suono) e il vero incasso dall'artista dal concerto, appuntamente sempre più di massa e abitudine da consolidare anche in Italia, dove pure si vedono bei segnali, nonostante le sempre difficili condizioni per le produzioni medio / piccole.

    E voi che futuro vedete per la musica?




    Propaganda - Stagione 2, Episodio 3

    La puntata numero tre di questa stagione è stata densa di musica. Musica e novità e qualche parola nel mezzo, per presentarla e raccontarla...