lunedì 17 dicembre 2012

Ascolti: Flume - Flume


In questo periodo, come ogni anno c'è la corsa alle classifiche di fine anno.
Le fanno tutti, dai blog alle webzine alle riviste.
Una corsa che porta ad avere già oggi, metà dicembre, la maggior parte delle classifiche fatte.
Un peccato, perchè inevitabilmente si possono perdere alcuni colpi di coda del mondo musicale.
Come in questo caso.
Anche se in Italia il primo disco di Flume verrà pubblicato ai primi di febbraio e quindi salverà chi vorrà inserire il disco di questo giovane australiano il prossimo.
Ma nel 2012 non esistono più regioni discografiche e quasi nemmeno più negozi, per cui siamo qui a parlare oggi, di Harley Streten, giovane di ventuno anni, cresciuto una terra che negli ultimi anni sta iniziando a dare soddisfazioni musicali (Gotye, qualche mese fa ad esempio).
Ma sena divagare ulteriormente andiamo a definire la ricetta di Flume: qualcosa di R&B si fonde a certe ritmiche dubstep (il primo James Blake, quello di CMYK) e ci mette alle voci un certosino lavoro di campioni, strofe in continuo movimento, un pò dalle parti di Burial per affinità.
Una voce insomma che femminile o maschile viene costantemente elaborata, diventa strumento e cerca di essere essa stessa melodia, anche nell'intonazione.
Se sembra un quadro un pò confuso è perchè lo è.
Nei termini in cui il lavoro del ragazzo australiano non è quello della sottrazione (vedi Bon Iver e soprattutto gli XX, evidenti punti di partenza) ma anzi della commistione, della fusione.
Certo, lungo le quindici tracce del disco, qualche momento meno riuscito salta fuori ma nel complesso è  da ammirare la coerenza e la capacità di raggiungere grandi momenti, per questo esordiente.
Provando (difficile) ad inquadrare i momenti migliori, prendiamo la doppietta di partenza, Sintra, ritmica ed energica, Holdin On che sembra la musica black come dovrebbe suonare oggi, Sleepless, primo singolo e che regala un immediato ricordo al disco di Washed Out) e infine, per pescare con meno scontatezza a Insane, che potrebbe essere davvero lo specchio migliore per un disco che ha la pretesa (non a tavolino) di poter suonare nuovo, di quelli che dici ecco, nei prossimi anni si suonerà così.

Se sembra trasparire molto entusiasmo, forse ingenuo, beh non è un problema.
Questo è un disco con un senso estetico altissimo, che si fa ascoltare con grande interesse (pregasi cuffie o impianto degno) e che suona nuovo in anni che di nuovo hanno sempre meno e quindi sarà un piacere farsi accompagnare in viaggi, dj set e probabilissimi remix futuri da questo esordio.
Sotto qualche ascolto e un discreto album teaser che regala un piccolo campione delle sonorità del disco.
Vale la pena di immergersi dentro a questo Flume.

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