Ascolti: Burial - Truant / Rough Sleeper


Continua a farci aspettare, Burial.
 Gioca, quello che fu privo di volto e nome (e invece si chiama William Bevan ed è un ragazzotto di (giovane) età non definita, che dopo aver sconvolto l'elettronica (e non solo) con Burial (2006) e Untrue (2007) si nasconde.
Certo, nel 2009 c'è sono stati l'ep con Four Tet, bissato nel 2011 con in aggiunta niente meno che Thom Yorke.
Nel 2012, poi, ad inizio anno, lo splendido Kindred Ep, tre meravigliose tracce che riprendevano il progetto musicale degli album, migliorandone praticamente.
Ma ancora non è arrivato il momento di un album, no. Un altro Ep, questo Truat / Rough Sleeper, due tracce per venticinque minuti totali di musica.
Sta diventando, in qualche modo, un percorso simile (paragone ardito) a quello dei Sigur Ros di ( ). Burial si sta smaterializzando e approfondendo sempre più.
Due brani che sono partente e fermate, deviazioni, suggestioni, innesti leggeri, il tutto senza (apparente) logica di costruzione, abbozzi di idee che pure raggiungono momenti in gran parte buonissimi.
Certo, c'è da cercare di capire, sulla lunga distanza cosa ne uscirà, di questa dilatazione, di questo dubstep che si accartoccia su se stesso, si nasconde come si nascondeva Burial, privo di identità per parecchi anno pur essendo su parecchie copertine.
Che sia gioco o progetto, ancora un ben fatto.
Ora però è giunto il momento del disco completo.

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