domenica 13 maggio 2012

Ascolti: Beach House - Bloom


Se devo essere onesto, il clamore per i Beach House non mi ha mai coinvolto particolarmente.
In particolare per Teen Dream, album di cui ho letto benissimo, che ho provato ad ascoltare, ma che pure non si è mai insinuato sottopelle.
Leggevo, poi, in un'altra recensione di una nota webzine italiana, che questo Bloom potrebbe essere il High Violet dei The National, inteso come l'album capace di sdoganare una grande band al grande pubblico.
Si perchè poi i Beach House sono già al quarto album, al pregevole ritmo di uno ogni due anni e non si può negare loro la giusta considerazione.
Così, dopo aver messo le mani avanti dico che Bloom è un ottimo, ottimissimo disco.
Che pure, so che ascolterò ancora ma difficilmente finirà poi nelle mie classifiche di fine anno.
E' il genere: questo dream-pop sognante che tanto va in questi anni, nelle declinazioni più disparate, siano esse elettroniche (Washed Out?) psichedeliche (Animal Collective?) o quant'altro.
Però questo rimane un discorso tutto personale e può pure essere che finisca tutto come le melanzane nella mia vita.
Ovvero: un alimento da me poco considerato, che pure mi hanno consigliato in parecchi e io niente, deciso che non mi piaceva. Poi due o tre anni fa, la scoperta che non erano male.
Poi ancora, che non mi dispiacevano del tutto e infine (stadio attuale) che fatte nella maniera giusta sono una cosa niente male.
Ecco, magari non dirò mai che sono il mio piatto preferito, così come non lo penserò mai dei Beach House, però il percorso è parallelo al punto giusto perchè Bloom è piacevole, sognante, scivola leggero come un vento marittimo, a volte magari ti fa ancora un pelo storcere il naso (sulla voce di Victoria, in particolare) ma specie sulla parte musicale convince.
Soprattutto, mi sono ritrovato ad ascoltarlo ancora e ancora, al contrario di altri album dove dopo un pò li metti da parte e questo credo sia il complimento migliore.
Così tra la bella apertura di Myth, questa si, riuscita vocalmente e con deliziosi suoni ad avvolgere in sottofondo e la delicata In The Sea, quasi in chiusura, a cullare, ci si rende conto di un disco che non cala quasi mai di qualità e prodotto benissimo, capace di suonare nel modo migliore di brano in brano.
E quindi, questa melanzana si mangia con piacere, vediamo poi settimana dopo settimana se entrerò anche io fino in fondo nel mondo dei fan della band.

Myth by Beach House by Mistletone

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