martedì 15 ottobre 2013

[Live Report] Lightning Dust @ Zuni (Ferrara)


Zuni è una piccola isola felice tutta Ferrarese, che resiste anno dopo anno.
Un rettangolo dal lato maggiore molto lungo, mostre sulla parete a fianco, una (deliziosa) cucina e attività "culturali" varie, tra cui il concerto della domenica, una specie di rito locale, consumato a tarda ora aperitivo, che di solito coinvolge una solida quanto variegata clientela pronta a farsi lo spritz ascoltando apparentemente improbabili gruppi provenienti da ogni dove, quanto spesso proposte di qualità non indifferente nel piccolo palco posto in fondo al rettangolo.
Che l'atmosfera sia intima e raccolta lo dimostra il sempre divertente fatto che per andare in bagno si passa radenti davanti al pubblico, si sfiora chi sta suonando e si entra con discrezione a lato.
Insomma, un piccolo posto felice.

A volte queste proposte musicali si elevano della già buona qualità per piccole occasioni d'eccezione, quali, la scorsa serata, il concerto dei Lightning Dust, direttamente da Vancouver, Canada.
Ma prima due parole per l'apertura, le Lovecats, duo acustico di natali veneti, capace di intrattenere piacevolmente per una decina scarsa di pezzi, con il pregio di un miglioramento brano dopo brano: come detto alle ragazze, la canzone presentata come nuova è decisamente la migliore.
Se ci aggiungiamo un approccio al pubblico colloquiale alla (per esempio) Dente (che può piacere o farsi mal sopportare) ne esce un discreto voto di incoraggiamento.


Si arriva poi alla band padrona della serata.
Un ottimo live, quello del duo canadese (quartetto sul palco) formato da Amber Webber e Joshua Wells, gia membri dei più famosi Black Mountain.
Duo che ha raggiunto da poco il traguardo del terzo album e che mette in campo un buonissimo live, caratterizzato da un dream pop vicino in certi momenti alle atmosfere dei Beach House, con protagonista l'ottima voce della Webber (non lontana, ed è un complimento, dalle sonorità di Beth Gibbons, Portishead).
Batteria in gran parte elettronica, tastiere e una velocità di medio livello, con un paio di ballate semiacustiche che riescono forse a essere tra gli apici di un concerto piuttosto solido.
Promossi, insomma e sicuramente da recuperare anche su disco.


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