giovedì 12 luglio 2012

Report Live: Edward Sharpe & The Magnetic Zeros - Rocca Brancaleone, Ravenna

C'è Paul Weller, a Ferrara.
Ci sono i Wolfmother a Padova.
E ci sono gli Edward Sharpe And The Magnetic Zeros a Ravenna, in una bella rocca antica.
Da entusiasti del primo album della band americana, un vero e proprio collettivo con un frontman (Alexander Ebert) e parecchia altra gente non di secondo piano (saranno in undici sul palco), l'anno scorso avevamo atteso parecchio il purtroppo annullato all'Hana Bi di Marina di Ravenna.
Così quest'anno ci buttiamo.

I concerti in giro per l'Italia saranno stato bellissimi ma, al di là dell'importante storica o di altre valutazione, possiamo dire con certezza che ci non c'era ha probabilmente sbagliato.
In un senso, almeno: se si voleva una festa, a chi mancava quest'anno il concerto degli I'm From Barcelona all'Hana Bi in spiaggia, a chi voleva una serata di bella gente, sia sul palco che sotto, beh, Ravenna ieri sera era LA sera.
Undici persone sul palco, qualche centinaio sotto, la sorprendente presenza di sedie sotto il palco (dureranno circa 5 o 6 secondi), questo lo scenario.
Una band che ci impiegherà un paio di pezzi iniziali per raffinare i suoni e le intese.
Poi non ci si ferma più.

Difficile scegliere cosa raccontare di questa serata.
C'è la parte della qualità musicale, capace di essere migliore che su disco, rispettando tutte le belle "hit" della band (Home, Janglin, Man on Fire) e soprattutto ampliandole, portando sul palco improvvisazione, balli, alternanze alla voce.
Perchè per esempio non è solo Alexander a prendere spazio, anche la sua compagna, Jade Castrinos, una specie di Règine degli Arcade Fire, con voce e balletti ci mette la sua anima.

Ma pure gli altri, come il chitarrista che si improvvisa cantante, i due batteristi, la violinista, ognuno ha il suo momento di gloria, con assoli, cambi di posizione.
E poi, su tutti, un pubblico meraviglioso: disciplinato, divertito, entusiasmante: si libera delle sedie e da metà in poi una parte si butta nella fossa (letteralmente) che divide palco e pubblico, quello spazio di 20 metri per due, profondo due metri, che diventa zona ballo e da cui Alex canterà varie canzoni, in braccio a questo o quello, con la sicurezza attenta ma senza voglia di intervenire: ci sono balli, canti, giochi, ma è chiaro che sono l'entusiasmo, la serenità, l'energia positiva i comuni denominatori di questa serata.
Non mi è successo molte volte di vedere una simile sintonia e pace interiore in un pubblico.
Una volta, simile, fu ad esempio, la sera dei Franz Ferdinand a Ferrara, con migliaia di persone a cantare e saltare senza disturbarsi, interrompere, urlare, pogare.
Così ieri sera, l' entusiasmo incredibile per una band che ha due album da un'ora e 35 minuti di discografia e suona per un'ora e 45.
Che costruisce la scaletta chiedendo al pubblico i pezzi o decidendola insieme sul palco, ridendo e scherzando.
Una festa, una grande festa.
Basti vedere le foto.
Una grande serata di musica e gioia.
Mica poco.






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