Ascolti: The Shins - Port Of Morrow


Che Port Of Morrow, quarto album degli Shins sia un gran bel disco si capisce subito.
Ci accoglie The Rifle's Spiral, in qualche modo vicino alla verve di Australia del precedente disco e siamo di nuovo a casa, nel mondo della band americana capitanata da James Mercer e viene chiaro che il territorio della band non è cambiato: un viaggio a media frequenza di un rock così vicino agli sixties eppure così attuale, ben riuscito, guidato da una voce caratteristica e una capacità melodica di rara qualità.
E non (per fortuna) si ferma tutto al brillante inizio di disco, che dopo la citata apertura sfuma in The Simple Song (primo singolo)e prosegue con It's Only Life, un esempio ad esempio di un pezzo che gente più famosa come i Keane non riusciranno mai a fare.
Rarissimi i momenti meno ispirati e un plauso, se dovessimo segnalare qualcosa a 40 Mark Strasse che lentamente si apre musicalmente con un ottimo finale vocale e strumentale che si fa amare parecchio.
Insomma, gli Shins sembrano seguire sempre più la parabola di un gruppo americano anch'esso, i National, portando avanti una propria idea musicale chiara album dopo album e un'identità forte, ampliando il pubblico piano piano, pronti ad uscire (verosimilmente) dalla nicchia a pubblici più vasti.
Se vi piacevano, lasciatevi trasportare da un'altra quarantina di minuti per dieci ottimi brani, altrimenti il consiglio è di non farsi sfuggire una band davvero di livello.

September by The Shins

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