domenica 11 agosto 2013

[Ascolti] Washed Out - Paracosm




Sono passati un paio di anni dal primo, acclamato, disco di Ernest Green, in arte Washed Out.
Un gran bel disco, quel Within And Without, capace di muovere elettronica, trip hop e una tendenza chillwave (etichetta in cui il nostro si è ritrovato inserito a suo malgrado) in una formula magari non innovativa ma indubbiamente efficace.
Era stato, il disco giusto al momento giusto: esattamente il periodo giusto per un suono dilatato e coinvolgente (solo pochi mesi prima James Blake era entrato in scena con il primo disco) e una certa attitudine estiva ce l'aveva fatto apprezzare non poco.

Senza fare troppe contestualizzazioni (senza dire insomma come pare ci sia parecchia meno attesa a livello di stampa) veniamo all'ascolto di Paracosm.
Dicendo subito che la ricetta non è cambiata.
Pure se il suono è più caldo, maggiormente suonato (ed è questa la teorica grande differenza professata dall'autore, passare dalle macchine ai suoni reali di chitarre e batteria) l'attitudine non cambia molto.
Difficile dire che si balli, ma ci si accompagna con gradevolezza in un disco per fortuna non troppo corposo (8 brani ed una introduzione) e che viaggia a media frequenze, senza particolari vette ma nemmeno cali di qualità degni di nota.
Piuttosto piacevoli All I Know, brano di facile accesso che mette in chiaro tutte le abilità melodiche di Green, e  It All Feels Alright, primo singolo (previsione: sottofondo per programma televisivo / pubblicità entro fine anno).
Certo, se la velocità si riduce troppo l'impressione è emergano alcune difficoltà (Paracosm) ma, come nel precedente album, è più che riuscito anche il corpo di coda finale, con la dolce  All Over Now, che non è una A Dedication, ma non manca di farsi amare.
Insomma, l'idea è di un album riuscito, piacevole, anche se forse un pò incolore, indeciso, incapace soprattutto si tracciare una idea diversa dalla sonorità impostata nel primo disco.
Ma per ora, ci facciamo bastare un pugno di buonissimi momenti.


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