martedì 14 gennaio 2014

[Visioni] Disconnect


Quel che bisogna evitare, parlando di Disconnect, è di inserirsi in una stucchevole analisi dei rischi della tecnologia e di Internet in particolare.
Perchè è di questo che si titola in questi giorni, quasi che sia naturale escludere il mezzo (Internet) dal problema (l'incomunicabilità), per il facile inseguimento di quella disanima della paura del futuro che fa sempre vendere qualche copia in più, regalando facili discussioni da bar su quanto una volta si stava tutti meglio.
Sgombrato il campo da questo, il primo film di Henry Alex Rubin (direttore di svariate pubblicità e un paio di documentari, il secondo dei quali Murderball candidato all'Oscar) segue la scia tracciata qualche anno fa da Crash, intrecciando cioè vicende apparentemente slegate tra loro fino a farle legare ed esplodere su se stesse.
Una frode bancaria occorsa a Cindy e Derek (il nostro Eric di True Blood), uno scherzo virtuale sfuggito di mano a due ragazzini, il reportage su un webcam boy da parte di una giornalista locale.
Nessun cattivo, realmente all'orizzonte tra i protagonisti, perchè al di là delle vicende narrate che si susseguono verso un drammatico crescendo, quello che resta è la tematica dei personaggi soli, chiusi nel loro mondo, chiusi in un non dialogo che porta per caso o per conseguenza diretta allo scontro, all'errore, alla tragedia.
E se quindi si riesce a comprendere che nulla o poco del messaggio stia nei (pur presenti) pericoli della vita online, quanto dall'assenza di quella reale, rimane un buon film, non indimenticabile ma ben girato, con almeno un momento di grande estetica cinematografica, un'ottima colonna sonora.
Insomma una visione almeno consigliabile.

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