mercoledì 12 giugno 2013

[Ascolti] Noah And The Whale - Heart of Nowhere


Tutto sta nelle aspettative.
A volte diamo un'immagine, una iconografia scelta per una band (per moda, stato d'animo, contesto storico) e se poi vi sono cambi di direzione, rimaniamo spiazzati, inizialmente delusi.
Così, partiamo in maniera chiara e programmatica: per chi ricordasse lo splendido inizio di The First Day of Spring, dal secondo album della band, per chi ancora ricordasse il quintetto inglese come una versione malinconica, emozionante, degli Arcade Fire, per chi associasse autunno, pioggia, intensità, ecco, quella band attualmente è in un'altra direzione.

D'altra parte, se l'inizio della carriera della band capitanata da Charlie Fink riguardava l'amore con la cantautrice Laura Marling (nel primo disco) e la rottura tra gli stessi (nel secondo) già due anni fa c'era stato il terzo disco, che iniziava con una Life is Life e un altro brano Lifegoeson.
Insomma, gli struggimenti sono finiti.

E ora Noah And the Whale vuol dire: band pop.
Solare. Divertente, divertita, che ha voglia di estate.
Radiofonica, eccome, anche.
Non dobbiamo quindi fermarci ad un "manca quell'intensità di un tempo" perchè non c'è nessuna voglia di quelle sensazioni, in chi ha scritto i brani.
Si canticchia parecchio, si viaggia con amici e non, si partecipa ad una festa, ci si guarda intorno con un certo occhio agli anni ottanta (non una novità in questo periodo storico).
E ci si deve porre una sola domanda: ci sono i brani?
Ci sono, eccome.
Basta dimenticare le aspettative, indossare gli occhiali da sole e godersi la titletrack, con sontuosi violini a dare il ritmo (e la preziosa collaborazione di Anna Calvi), una Lifetime a seguirne lo schema, una There Will Come a Time, con il suo
There will come a time / Where you will need your friends tonight / There will come a time / Where you will need someone tonight che rimane in mente all'istante.

Non un disco indimenticabile, certo.
Anzi, probabilmente un episodio minore di una più che discreta discografia, ma un disco piacevole, ben scritto, capace di dare belle sensazioni mentre si va al mare questa estate (se vogliamo inserirci in modalità clichè).
E quindi, va bene, in fondo, va bene anche così, Noah And The Whale.

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