domenica 26 giugno 2011

Un Riassunto: Radiohead, tra Hype e musica.


Anno 2011, anno dei Radiohead?
No. Perchè musicalmente è stato meno sconvolgente che in passato, pur con ottime cose.
Qui lo diciamo e senza pensieri, pur considerando molto buono il materiale uscito.
Ma pensiamo a cosa stanno facendo e cioè confermare la distruzione del concetto album di cui abbiamo già trattato alcune volte in questo blog.
Già tempo addietro parlarono di voler evitare di mantenere il percorso album-tour e di dare vita a progetti più estemporanei. Ep, magari.
Ora: The King of Limbs è un Ep, lo sappiamo bene. Otto tracce per trentasette minuti di musica ben suddivisi (secondo chi scrive) per un lato A (quello più vicino al dubstep, fino a Feral) e un lato B più slegato e vicino a Hail To Thief (per la sua eterogeneicità di suoni).
Ed era febbraio.
Un album corto di cui si è sussurrato per parecchio che fosse solo la prima metà di un doppio.
Non era vero.
Però, per il Record Store Day hanno dato alle stampe un 12" di ottima qualità, quel Supercollider/The Butcher che aveva ridato luce ai vari strumenti della band inglese.
Finita così? No, passati un ulteriore paio di mesi, ecco l'inedito suonato live nell'esibizione che andrà in onda presto sulla BBC, "StairCase", con un'altra assoluta novità, il doppio batterista acquisito.
E poi roba di pochi giorni fa, l'esibizione a sorpresa al festival di Glastombury, con un ennesimo inedito, The Daily Mail
che fa pure girava come inedito in possibile pubblicazione già da tempo.
Insomma: una band completamente fuori dal percorso album, che pubblica il materiale man mano che viene composto, suona a sorpresa (certo, potendoselo permettere) in grossi festival e che appare pienamente padrona del suo percorso artistico ma pure in netta contraddizione con il corso naturale.
Sta cambiando la musica (lo fa sempre) e stanno cambiando i modi di fruirla e ci pare che siano sempre i Radiohead a impostare certe strane.
Per cui onore e grande attesa per le future sorprese.

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