[Live Report] Brunori Sas @ Lokomotiv (Bologna)


Fa caldo, al Lokomotiv.
E' tradizione da sempre e quando i concerti iniziano ad avere luogo in primavera (non parliamo di maggio, meglio) specie se è una primavera come questa, le temperature si alzano.
Se poi ci aggiungiamo un last minute ma non di poco conto sold out, in questo giovedì bolognese, il picco di temperatura è facile.
Ma è una delle ultime, verosimilmente, occasioni per godersi Dario Brunori in un luogo intimo, tra le prime file.
Perchè Il Cammino di Santiago in Taxi è la definitiva maturazione dell'artista di Cosenza e che abbia fatto presa subito è chiaro dall'apertura, come su disco, con Arrivederci Tristezza, con un intenso sottofondo di karaoke di un pubblico che pare avere già assimilato il nuovo album.

Come in passato, più che in passato, dal vivo è veramente una Brunori Sas: in sei sul palco, con un approccio piuttosto rock e un'attitudine ironica, divertente e divertita.
Così, tra il dialogo costante con il pubblico, una prima parte dedicata quasi interamente al disco nuovo che scivola poi in un ampio ripescaggio del passato (curiosamente forse qualcosa più dal debutto che dal pur buonissimo Poveri Cristi) emerge la conferma di una discografia già ricchissima di brani capaci di rimanere, un'altissima qualità media e un senso di vicinanza (che lo avvicina a Dente) tra pubblico e palco che fa sempre piacere.
Tra momenti più movimentati, le hit del passato (Italian Daddy e Guardia 82) riarrangiate, qualche parentesi al piano (spiccano Kurt Cobain e la già citata Arrivederci Tristezza) si arriva al gran finale con quel brano da live che è Rosa, in versione dilatata e carica di elettricità: un gran ben sentire, anche se la sensazione è che in futuro il posto possa essere preso da quella Mambo Reazionario appena diventata singolo.

Tutto bene, insomma.

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