giovedì 14 novembre 2013

[Ascolti] London Grammar - If You Wait



Di tanto in tanto, arrivano quei dischi.
Che, s'intende, non rivoluzionano nulla.
Ma semplicemente sono delle gemme.
E' questa l'immediata sensazione che si prova con If You Wait, primo disco dei London Grammar, trio londinese che pure suona insieme dal 2009.
Non un anno a caso: nel 2009, a Londra e dintorni escono due esordi destinati a lasciare il segno.
Il primo è un quartetto giovanissimo, gli XX, il secondo è quello di Florence And The Machine.
Sia il caso (o no) ma questi altrettanto giovani ragazzi si permettono di assimilare entrambe le lezioni ed mischiarle in undici brani uno più bello dell'altro.

Difficile non notare, di primo impatto, la voce di lei, Hannah Reid, imponente, profondissima, cosi vicina alla ben più famosa rossa inflese già citata.
Sotto, elementi di minimalismo sonoro, un tappeto che si stende ad accompagnare, esaltare, approfondire.
La ritmica spesso in odore di trip-hop, alcune orchestrazioni ad ampliare i momenti più intensi, regalando di frequente crescendo emotivi che ricordano un altro gruppo dalle simili sonorità, un altro esordio di questo 2013, ovvero i Daughter (che curiosamente chiamano il disco If You Leave).

Insomma tutto bene?
In buona sostanza si.
Come non innamorarsi all'istante dei due singoli Strong e  (in particolare) Wasting My Young Hears?.
O dell'elegantissima cover di Nightcall (Kavinsky, dalla ormai di culto colonna sonora di Drive) che mostra una già insospettabile capacità di fare proprio un brano ben diverso e renderlo in linea con un album che è ben prodotto, privo di riempitivi e piace al primo ascolto, senza se e senza ma.

Per cui un applauso, un arrivederci a prestissimo dal vivo e una lunga carriera, se queste sono le premesse.

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