lunedì 13 maggio 2013

[Giornalismo] Internazionale festeggia mille numeri


Da ormai svariati anni la mia lettura preferita, rituale, d'obbligo e di gran piacere è Internazionale.
Rivista piuttosto conosciuta, ormai, ma vale la pena di spenderci un post.
Non fosse altro per un bell'augurio: Internazionale raggiunge infatti il numero mille.
Che non sono pochi, per una rivista che affonda le proprie radici in un'epoca lontana, lontanissima, il 1993.
Che possono sembrare pochi, vent'anni, ma non c'era l'Euro, non c'era stata Mani Pulite, Berlusconi non aveva ancora manifestato la propria intenzione di scendere in politica, i Radiohead pubblicavano il primo singolo (Creep) e i celebratissimi Daft Punk, che stanno muovendo l'attenzione di mezzo mondo con il prossimo disco, si formavano proprio in quei mesi, pronti per dare alle stampe i primi materiali.

In quel 93, ispirandosi ad una rivista francese di analoga concezione, nasce Internazionale: un giornale non giornale.
Perchè Internazionale non è un settimanale di sport, politica, musica o quant'altro: è tutto questo messo assieme.
Di più, è una rivista che si occupa di tradurre e organizzare il meglio della stampa di tutto il mondo.
Così, attualità, politica, scienza, sport, letture, fumetti, recensioni di libri, film e dischi, viaggi, tutto quello che può essere pensabile può finire nella rivista, con il criterio base della qualità e dell'interesse.
Così, capita di leggere di Italia ma come ne scrivono all'estero (in maniera spesso meno faziosa della stampa interna, per ovvi motivi) e poi di leggere semplicemente "ciò che succede nel mondo".
Tre euro alla settimana per un centinaio abbondante di pagine che raramente deludono e quasi sempre affascinano, facendo scoprire, in un certo senso, il buono e il cattivo dell'uomo e di questo mondo.
Non solo una rivista, poi: Internazionale è anche un Festival, orgogliosamente ospitato qui a Ferrara, per una tre giorni di workshop, conferenze, dibattiti, incontri, con giornalisti di tutto il mondo, lasciando ogni anno la sensazione che il meglio sia qui, che le persone più interessate e quelle con più cultura o vicende personali siano qui, per le strade della città e dove non si chieda molto più che sapere cosa succede là fuori, intorno a noi.

Quindi auguri e ai prossimi mille numeri, caro Internazionale.

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