Ascolti: Palma Violets - 180


Si, si, ci siamo.
Per quanto 180, primo e chiaccheratissimo disco degli inglesi Palma Violets, sia chiaramente fuori tempo massimo (cosa di cui ci interessa ben poco) riesce a regalarci un disco come non se ne sentivano da tempo: giovane, 100% british, con buonissime intuizioni melodiche.
E' la coda spostata nel tempo di una invasione che sembra ormai lontana nel tempo e invece è finita solo da qualche anno: quella di Strokes e Libertines, in particolare.
Con la scelta particolare di due voci ad alternarsi (quelle di Sam Fryer e Chili Jesson, fondatori della band) 180 esordisce chiarendo subito la partita: Best of Friends e Step Up For The Cool Cats (migliore questa seconda) sono i due singoli che hanno fatto innalzare l'hype  della stampa lo scorso anno, regalandoci chitarre, cambi di tempo e ritornelli capaci di riportarci ai tempi del miglior Pete Doherty (no, non storciamo il naso, che alcuni pezzi dei Libertines erano e sono rimasti istant classic).
La cosa positiva è poi che il disco riesce a confermare le qualità dei brani già conosciuti: bene, molto bene anche in Chicken Dippers (che rimanda inevitabilmente ai Clash) Last Of Summer Wine (già conosciuta) e la la splendida Tom The Drum, quasi vicina ai Joy Division meno cupi.
Insomma 180 è un disco bello, divertente, ben scritto e che merita ogni ascolto.
Che poi, verosimilmente, la band scivolerà come altre mille band in futuro è vero quanto prematuro da dire e soprattutto di scarso interesse.
Quello che conta è che ora tutto fila con piacere.

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