domenica 13 aprile 2014

[Live Report] Le Luci della Centrale Elettrica - Estragon (Bologna)


Curioso come, Vasco Brondi, in arte Le Luci della Centrale Elettrica, il nome che più ha colpito immaginario e ambiente discografico indipendente in questi anni, potesse incastrarsi nella maggiore critica che gli è stata sempre rivolta: un pugno di parole sconclusionate, accordi semplici di chitarra, una proposta destinata a spegnersi nella non evoluzione.
Questo attendevano gli avvoltoi del web, quella graziosa platea di chi gode di un insuccesso,di una sconfitta.

Ora, chi ieri sera avesse avuto il coraggio (e non sono stati in pochi, verosimilmente un duemila o più persone) di presentarsi all'Estragon avrebbe visto, con i propri occhi, la trasformazione (non sarà l'ultima, c'è da scommetterci) del progetto di un giovane ragazzo nella maturità di un giovane uomo.
Scompare, sul palco la tanto lamentata omogeneità musicale: Costellazioni, come già scritto sul blog, è un disco vario, che scruta in direzioni sorprendenti e sempre varie e Costellazioni Tour è un gioiellino già ben rodato di musicalità sparsa tra accordi di chitarra, batteria a tratti vicina a ritmi elettronici, archi e tastiere che si contengono palme di migliori attori non protagonisti.
E poi lui, un non così prevedibile Vasco Brondi, reduce da un sofferto e lungo percorso di scrittura del (sempre più difficile) terzo disco, che si spoglia della timidezza, si lancia sul palco con una nuova energia, balla, canta, si dimena quasi fosse Thom Yorke o Ian Curtis.
Costellazione tour è così una non prevedibile festa fatta di emozioni, di un pugno di versi scolpiti per una limitata generazione, è il passo successivo alla chiusura dolente dei primi concerti, quelli nei localini di provincia o poco più, è la trasformazione della consapevolezza e della maturità in un rito collettivo di chi guarda ora al futuro con maggiore speranza, con la voglia di raccontare storie che purtroppo sono ancora attuali in questo paese (Le Ragazze Stanno Bene, uno dei brani più belli di questi anni zero).
E' la voglia di ballare (Ti Senti Bene), di cantare (Questo Scontro Tranquillo "l'ultimo brano che ho scritto per questo disco e quello in cui mi sono più divertito senza pensarci") è la voglia di superare i primi due dischi, pure ripescati, spesso riarrangiati, potenziati, resi ora diversi eppure ancora vivi.
Con quella forza (la vera forza di questo progetto) di scrivere immagini capaci di arrivare e colpire cuore e pancia, Le Luci della Centrale Elettrica, dal vivo una band vera e propria, regala un'ora e mezza abbondante di musica, con pochi intermezzi e tanto desiderio di omaggiare Bologna, Ferrara, l'Emilia, la musica.

La scommessa sta diventando certezza: non era un fuoco fatuo e per chi c'era, per chi c'è stato in questi anni, specie noi di Ferrara, che abbiamo visto crescere quel demo come un fuoco lungo la penisola, la sensazione è di stare vedere un'ascesa ancora in itinere, per questo Vasco degli anni duemila, che ci racconterà ancora per molto tempo qualcosa dell'oggi e del domani, senza mancare di emozionarci.






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