martedì 16 luglio 2013

[Live Report] - Baustelle @ Ferrara Sotto le Stelle


E' mia abitudine, quando si tratta di live report, scriverli a caldo, entro 24 ore massimo, se possibile, per mantenere intatte le sensazioni, i dettagli, le sfumature che rimangono sospese nell'aria quando è finito il concerto.
Un matrimonio (il mio) il giorno successivo al concerto e il conseguente (e gradito, ne parleremo) viaggio di nozze, hanno spostato questo arco di tempo in avanti di un paio di settimane abbondanti.
Cosa rimane, dunque nell'aria, di questo concerto dei Baustelle a Ferrara Sotto le Stelle?
Un concerto, innanzittutto, per meriti e per coincidenze, di fortunata eccezionalità, in termini logistici.
Perchè se dopo le prime date a teatro con l'orchestra, la band aveva intrapreso una serie di "normali" live estivi, la scelta del sempre meritevole festival nostrano era stata quella di tentare (con successo) di organizzare una data con l'orchestra nel contesto di Piazza Castello.
Il meteo incerto, poi, aveva portato alla necessità di uno spostamento al Teatro Comunale: come detto dalla band, non saremo sotto le stelle, ma un teatro di così rara bellezza non si fa dispiacere mai.

Così, eccoci tra le primissime file, a vedere i Baustelle con la Ensemble Symponhy Orchestra, una cinquantina di persona a suonare e un sold out a teatro ad ascoltare.
La domanda era semplice: se con Fantasma il gruppo toscano aveva, chiaramente, cambiato marcia e fatto un ulteriore passo qualitativo in avanti nel loro percorso artistico, sarebbe riuscito a trasporre il tutto dal vivo?.

Semplice anche la risposta: si, si e ancora si.
Perchè l'inizio, con Il Futuro, e altri brani tratti dall'ultimo disco, è intensissimo facendo emergere, tra l'altro un sorprendente miglioramento alla voce sia di Bianconi che della Rachele.
Vero, suonare "da fermi", con un'ottima acustica e un'orchestra dietro è sicuramente di aiuto, ma è innegabile quanto sia esponenziale il miglioramento in chiarezza e intensità della band, aiutata non poco dai pezzi nuovi.

E se la band si scioglie dopo la prima mezzoretta ("ecco, questa era la prima parte seria) lasciando poi via via la scaletta a pezzi vecchi e nuovi, con arrangiamenti a volte minimali, a volte reinterpretando pezzi del passato con parecchie novità, a calare non è la mai la qualità.
Un'ora e mezza abbondante, tanti applausi, un'ulteriore conferma di una band che ha una marcia in più e fortunatamente prosegue il proprio percorso, senza curarsi di successo o altro (anzi, rifuggendolo, in qualche modo, perchè Fantasma non è certo un disco facile).
Tanti complimenti.

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