Una primavera in sintesi: tutto, in breve (parte uno)

Tutto è forse dire molto, ma come ogni primavera di nuove uscite ce ne sono state parecchie.
E nonostante (prima o poi bisognerà scriverne) questa epoca d'oro della disponibilità stia mandando in frantumi tutta quella che era la percezione musicale fino ad oggi, c'è ancora da tenere aperte le orecchie per sentire e trovare qualcosa di buono.

La bella notizia è una, anzi sono due: Haelos e Lapsey.
Due esordi freschi, due dischi belli, suoni moderni.

Partiamo, per signorilità con Lapsey, al secolo Holly Lapsey Fletcher, classe 1996, che è tra le prime candidate ad un radioso futuro e che consegna alle stampe (etichetta XL) Long Way Home, dodici brani che si muovono in diverse direzioni.
Una specie di James Blake che incontra il pop, si potrebbe dire.

Perchè se colpiscono le suggestioni futuristiche (Station, che rieccheggia dell'incontro tra Blake e Bon Iver ; Painter in odore di XX, Cliff) vi è un naturale talento melodico che potrebbe portare la giovane ragazza di York anche in settori ben più redditizi, quelli del pop da classifica (Hurt Me, primo singolo, Love Is Blind).
Con la speranza di rimanere in un ambito di autoralità e qualità così elevata, più che promossa.




Discorso che vale anche per Haelos, altrettando giovane trio (due ragazzi e una ragazza) che per farla semplice, si pongono come i primi veri eredi degli XX (e di quell'attitudine uscita dal disco solista di Jamie XX).
Tempi dilatati, voci ad intrecciarsi, melodie in crescendo, non manca niente per un disco che si apre con il duo Pray / Dust, ad illuminare il tutto.
La prima è Unfinished Sympathy dei Massive Attack, aggiornata (perfettamente) ai giorni nostri, la seconda una cavalcata memorabile già pronta ad entrare tra i brani dell'anno.
Il resto è una manciata di ottimi brani (Cloud Nine) e un'impeccabile produzione a sancire una già grande band.



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