[Live Report] Fka Twigs @ Paradiso, Amsterdam



Una delle cose che non dimentico di fare quando programmo un viaggio è controllare (grazie SongKick!) se ci sono in zona concerti interessanti.
Location nuove, gente ed abitudini diverse, un live all'estero è spesso una interessante valutazione non turistica di un popolo, della percezione musicale e dell'approccio verso le nuove realtà.
E se si parla di nuove realtà, difficile non citare Fka Twigs, destinata (se lo vorrà) a diventare molto più che una delle nuove next big thing.
Così, eccoci ad Amsterdam (splendida città), precisamente al Paradiso, ex chiesa ora adibita ad ottimo luogo di concerti (due sale, la prima da circa 2000 posti, la seconda più piccola) dove questa sera, in un sold out annunciato da un pò, si esibisce la ragazza inglese di cui tanto si parla in questi mesi.
L'ascolto su disco è buono anche se non ottimo, a causa forse di una certa stanchezza sulla lunga distanza causata da quello che è un pregio sia un difetto: l'idea precisa di musica.
Non sempre una varietà sufficiente insomma (nonostante i tanti bei momenti) supportata però da una ottima coerenza, che può far sperare bene per il futuro.

Sorvolando sull'orario "italico" (si pensava che le 19.30 segnate in biglietto fossero in stile paesi del nord, dove la puntualità imperversa, invece si inizia poco dopo le 21, culminati in 20 abbondanti minuti di una intro strumentale omicida), sorvolando su qualche problema probabilmente tecnico alla voce nella prima parte (vedi: assente o quasi, di tanto in tanto) è facile dire che l'esame è superato.
Di più: meglio live che su disco.
Tre membri della band ad accerchiare la Twigs, strumentazioni interamente digitali e in gran parte di supporto percussivo (e qui il locale ben si prestava, con suoni bassi da delizia per le orecchie).
Davanti lei, assolutamente magnetica.
Che al netto di quei primi problemi tecnici ha voce, eccome e soprattutto si muove, balla, si contorce, si guarda in giro con poche parole e sguardo deciso.
Mai ferma, mai doma, ripercorre praticamente gran parte della discografia (album ed ep).
A tre quarti di concerti si ferma, per l'evidente brusio di fondo (non facciamo figuracce solo noi italiani, evviva) e chiede a chi non fosse interessato di uscire, per permettere a tutti di godere dello show.
La sensazione (anche a leggere i commenti degli olandesi) è che il concerto non sia stato il migliore di sempre, per tutte le cose segnate ma la realtà è che si è trattato comunque di una performance di assoluto valore, piena di sensualità e capace di portare sul palco tutta la qualità (e qualcosa di più) dei dischi e degli ep stampati.
Soprattutto di presentare una figura di rara carisma, artista a tutto campo e che verosimilmente sarà presto destinata a palcoscenici ben più ampi.
Assolutamente, voto alto.





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