sabato 14 dicembre 2013

[Ascolti] Babyshambles - Sequel To The Prequel


Curioso come un disco dei Babyshambles nemmeno troppi anni fa potesse suonare come un evento e ora venga ascoltato con una certa sufficienza.
Magari mentre si prepara un albero di Natale (vedi alla voce esperienze personali).
Ma è tutto giusto così: sono passati ormai dieci anni abbondanti da quella stagione di Inghilterra e chitarre, stagione che ha lasciato molto meno di quello che pensasse (meritasse?).
Fatto sta che siamo qui, alle porta dal Natale, con il terzo disco della band nata dalle ceneri dei Libertines, band tra l'altro rinnovato vista la dipartita di Adam Ficek (batterista e co-compositore) lo scorso anno.
Difficile non pensare quindi ad un album "solista" ampliato, ma pur sempre solista, di una personalità ingombrante come Pete Doherty.
Che sia vero o meno, alla (fondamentale) domanda "i Babyshambles sono ancora in grado di dire qualcosa?" si potrebbe rispondere in entrambe le maniere.
Se il percorso discografico di Doherty (e soci) non è piaciuto fino ad adesso, non c'è motivo per dirsi altro.
Se invece i suoni, l'attitudine e l'abilità melodica sono riconosciuti a chi canta, si può proseguire dicendo che il disco è tutto sommato piacevole da ascoltare.
Di fianco ai vari episodi "classici" emerge qualche cambiamento musicale, in particolare una maggiore attitudine ad una ritmica vicina al reggae (Cuckoo e Dr. No, entrambi tra i pezzi più piacevoli del lotto) e una maggiore qualità chitarristica rispetto al passato (Fall From Grace è una ballata mid-tempo capace di ridare lustro al passato).
Manca, è vero, una hit o presunta tale (come poteva essere Delivery nel precedente disco della band) ma non ci sono nemmeno particolari debolezze in un disco piacevole, capace di regalare un qualche apprezzabile quanto straniante effetto nostalgia.
Insomma, l'ascolto è una libera scelta ma un'oretta gradevole di buona musica si, i Babyshambles possono ancora regalarcela.

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