[Ascolti] Arctic Monkeys - AM


Pare strano ma è oggettivo: gli Arctic Monkeys sono arrivati al quinto album.
Insomma, sono grandi.
Alex Turner, che abbiamo imparato a conoscere quando non aveva vent'anni ora ne ha ventisette.
E il gruppo è indubbiamente una delle rock band più importanti del pianeta, per interesse e vendite.
Aggiungo: AM è per qualche motivo non chiaro (ma bene accetto) verosimilmente pronto a diventare il più grande successo commerciale del gruppo, se escludiamo le cifre difficilmente raggiungibili dell'esordio (che fu un disco generazionale).
Tutte queste premesse vengono scritte perchè nonostante molteplici ascolti, AM non mi è entrato particolarmente nel cuore.
Seppure, sicuramente, migliore di Suck It And See (quello si, un disco a mio parere appannato) AM ha risuonato (lo fa pure in questo momento) nelle mie orecchie senza lasciare una sensazione superiore alla piacevolezza.
Di fronte ai consensi più o meno generalizzati mi sono interrogato sulla questione.
E mi sono dato una risposta semplice: sta tutto nell'incipit.
Sono (il gruppo) diventati grandi e sono (io) diventato altrettanto adulto.
Si cambia insomma.
E il tutto è che questa sonorità di rock dall'importante suono americano, questa produzione più che robusta (quanto sembra vicina, a tratti, agli ultimi Black Keys) questa rilassatezza per un album che si stende, intenso, in un incedere senza strappi nè particolari rallentamenti, beh, mi piace meno dell'irruenta gioventù dimostrata nel primo (e secondo) disco.
Perchè, in fondo per il resto non si può negare che il disco abbia valore e soprattutto riesca a non avere cali qualitativi.
Per dire, addirittura la parte più interessante è nel finale, con la brillante Snap Out Of It (che sembrano quasi gli Spoon) la vicina a certe ritmiche hip-hop Knee Socks e la buona ballata I Wanna Be Yours.
E prima non ci si annoia particolarmente, solo emoziona meno che in passato.

Per chiudere: se si è in cerca di un buon album, vale l'ascolto, se si cercano le melodie assassine degli esordi, sarà una discreta delusione, se si vuole un disco intenso di chitarre, può essere uno dei dischi più belli di quest'anno.
Ad ognuno la sua posizione.

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